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WAM! FESTIVAL.“Dove sei?”: torna a Faenza la Settimana del Contemporaneo
WAM! FESTIVAL.“Dove sei?”: torna a Faenza la Settimana del Contemporaneo

14 OTTOBRE - 29 OTTOBRE 2017 (con anteprime dal 23 settembre)

INFO E PROGRAMMA

“Dove sei?”, una domanda ricorrente nel nostro quotidiano, è il titolo alla quinta edizione di Wam! Festival che torna a Faenza dal 14 al 29 ottobre (ma vari eventi in anteprima hanno preso vita a partire dal 23 settembre) con la direzione artistica di Menoventi, Iris e In_Ocula in collaborazione e con il sostegno del MIC–Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza. 

 

UN PROGRAMMA ARTICOLATO

 

Un programma articolato che spazia dal teatro alla performance fino alla danza, con incursioni significative nell’arte visiva e arricchito da interessanti incontri e conferenze, per creare un meraviglioso cammino nei luoghi dei cittadini attraverso l’esperienza artistica. La parola guida di questa edizione è infatti “Mappa”, in quanto rappresentazione sintetica della realtà che risponde in prima istanza al bisogno di orientamento, sia esso di ordine mentale sia spaziale: ogni mappa è per sua natura soggetta a continua trasformazione, si aggiorna costantemente sulla base dei cambiamenti in atto.

 

DICHIARAZIONI

 

«Il festival cerca di tracciare una mappa - spiega Consuelo Battiston - che racconti almeno in parte il presente che si manifesta con una ubiqua contemporaneità che mozza il fiato, schiacciandoci nelle logiche di un’economia simultanea che non è più soggetta allo spazio/tempo».

 

«Disegnare questa mappa – continua Paola Ponti - è per noi ora un’operazione critica e utopica allo stesso tempo, perché cartografare la realtà significa tentare di interpretare le trasformazioni e i cambiamenti che sono in atto, capire dove sono situati i confini del nostro agire all'interno di questo compulsivo presente, cercare di non perdersi nella complessità del gioco sociale».

 

I PROTAGONISTI

 

Tra i protagonisti del festival alcuni dei nomi più importanti del teatro e dell’arte contemporanea italiana e internazionale insieme a giovani realtà locali: Sotterraneo, Fanny & Alexander, Il collettivo faentino di recente formazione OI, Alessandro Carboni, Aya Toraiwa, Cuenca/Lauro, Enrico Fedrigoli, Irene Biolchini, Lorenza Boisi, in collaborazione con Selvatico, Laura Bulzaga, Franco Farinelli. Il concetto della mappa è affrontato in maniera differente all’interno di ogni lavoro, a volte in modo diretto e mirato, quasi a voler sviscerare una riflessione immediata sul tema, altre volte in maniera metaforica, dove la mappa diviene il pretesto per un indagine sociale più ampia.

 

La vera novità di quest’anno sarà quindi la distribuzione degli eventi nel tessuto urbano di Faenza, nel tentativo di diramare il Festival anche in spazi e luoghi non dediti a spettacolo per dare vita a un unico gigantesco spazio performativo.

 

I LUOGHI

 

I luoghi attraversati dal festival saranno inoltre sede dell’installazione Quinte.Dimensioni ideata e curata da Laura Bulzaga, che riflette sulla rappresentazione della realtà contemporanea ritratta come sciame di punti connessi e isolati. Per l’occasione una guida esperta accompagnerà gli spettatori attraverso le tappe nella città, svelando loro segreti, aneddoti e brevi storie custodite dagli angoli inesplorati.

 

LE CAMMINATE

 

Le camminate si svolgeranno nei giorni di venerdì 6 ottobre (ore 20.30, Piazza del Popolo – Faenza...passo dopo passo – Percorso Wam! Festival); martedì 10 ottobre (ore 20.30, Piazza del Popolo – Faenza...passo dopo passo – Percorso Wam! Festival); sabato 14 ottobre (20, dal MUS.T Museo Territorio al MIC- GPS – Una Guida su Percorsi Segreti: La giara di terracotta a cura di Proloco Faenza); e per finire giovedì 26 ottobre (ore 20, dal Museo Carlo Zauli al Teatro Masini - GPS – una Guida su Percorsi Segreti: Poesie, emozioni, vizi, virtù - a cura di Proloco Faenza).

 

Wam! Festival 2017 è realizzato con il sostegno del MIC Museo Internazionale delle Ceramiche di Feanza e con il patrocinio del Comune di Faenza. In collaborazione con Accademia Perduta, Casa del Teatro, Museo Carlo Zauli, MUS.T Museo Territorio, Biblioteca Comunale Manfrediana, Scuola di Musica G.Sarti, Perypezye Urbane, Selvatico, Pro Loco Faenza, Digi Alta video progetti, E-production, Flatmind, Faenza... passo dopo passo, MEI, Atelier Be/ Radio Planet on air. Grazie a Cassa di risparmio di Cento, Conad Superstore La Filanda, Mailboxes, Zingarò, Domus Faenza, Gemos, Tere Naldi, Caviro, Fabbri.

 

TEATRO

 

Sotterraneo, giovane collettivo di ricerca teatrale che ha già all’attivo numerosi premi e riconoscimenti, presenta Be Normal, una riflessione acuta e ironica allo stesso tempo sul senso del fare teatro – e arte, più in generale, – oggi come oggi, che prende le mosse dalla domanda: Cosa fai per vivere? Lo spettacolo è un gioco a carte scoperte fra due attori trentenni, un uomo e una donna, il cui unico obiettivo è farla finita per sempre con il luogo comune che di arte, in Italia, non si vive. Un percorso a salti, che è anche una mappa volutamente sbiadita e incompleta di una generazione che ha (o aveva) un sogno.

 

Fanny & Alexander, ormai storica compagnia del teatro di ricerca italiano, propone To be or not to be Roger Bernat, una performance che nasce dal giocoso incontro con l’artista Roger Bernat e la compagnia ravennate. Un artista contemporaneo tiene al pubblico una conferenza sull’Amleto di Shakespeare, interrogandosi sull’identità e la sua trasmigrazione nel lavoro dell’attore e, coerentemente con il tema, usurpa sin dall’inizio l’identità di un altro artista contemporaneo, il catalano Roger Bernat, sprofondando gradualmente sempre di più nell’identità di questi. Un gioco funambolico sulla presenza e l’assenza dell’attore, ma anche un divertito omaggio agli artisti di tutti i tempi.

 

OI, collettivo faentino di recente formazione, presenta Non io, un’opera delicata e intensa che indaga il rapporto fra parola, suono ed emozione, in un percorso che ha al centro tre figure, una Donna, un Uomo e un Altro Uomo, chiusi in un mondo circolare, intenti a giocare una partita che non avrà vincitore.

 

DANZA

 

Alessandro Carboni, danzatore e coreografo, presenta Inverse Power of wavelength, una performance ideata a partire da un sistema di mappatura corporea degli spazi urbani messo a punto dall’artista stesso nel corso della sua ricerca artistica. Nel lavoro coreografico-performativo di Carboni, la città non è qualcosa di già dato, ma un luogo vivo di esperienza e produzione in cui il corpo diventa l’agente e l’asse portante di discussione e di cambiamento.

 

Aya Toraiwa presenta il suo solo Miscanthus and blackbirds. Si rinnova la collaborazione fra Wam! e Perypezie Urbane, collettivo milanese che si occupa di format sulla danza, arricchendo la sezione danza del festival del contributo dell’artista internazionale Aya Toraiwa, danzatrice giapponese che unisce la ricerca coreutica al filmmaking.

 

Cuenca/Lauro. La coppia di danzatori porta avanti da anni una ricerca coreografica attenta e minimale, sviluppando un proprio percorso in cui il corpo intrattiene un dialogo serrato con lo spazio. In Zero, i due coreografi indagano proprio il punto “zero” della performance, quella sorta di origine spaziale e corporea da cui la danza prende avvio e si sviluppa e in cui, al termine del suo percorso, ritorna inevitabilmente.

 

ARTE VISIVA

 

Laura Bulzaga cura un’installazione pensata appositamente per Wam! Festival: negli spazi pubblici, quinte di un tessuto urbano in continua trasformazione, si stratificano percorsi, epifanie, accadimenti e incontri, sussulti nella rete, declinabili e isolati, che celano l’anima della città. L’installazione indaga sulla rappresentazione della realtà oggi, manifestazione di una società poliarchica e liquida, con uno sciame di punti che rivelano segni nascosti e che negano l’idea di un’identità urbana collettiva.

 

Enrico Fedrigoli presenta la mostra fotografica I am not what I am, curata da Irene Biolchini e allestita negli spazi del MUS.T Museo Territorio. Il percorso di immagini presentato a WAM! Festival rappresenta l'approdo di un'indagine sull'azione dell'attore e sulla sua trasposizione fotografica condotta da Fedrigoli e si inserisce nella poetica di ricerca sul gesto che il fotografo veronese conduce da oltre trenta anni. In questa occasione collabora con gli attori Consuelo Battiston/Menoventi e Roberto Magnani/Teatro delle Albe. Enrico Fedrigoli è uno degli ultimi fotografi in Italia a utilizzare ancora la tecnica del banco ottico e della camera oscura; nel corso della sua carriera ultratrentennale ha documentato i percorsi di molti gruppi teatrali di ricerca della Romagna, tra cui masque teatro, Fanny & Alexander, Menoventi e Teatro delle Albe.

 

Irene Biolchini, giovane ricercatrice faentina che collabora stabilmente con il Museo delle Ceramiche, presenta Paso Doble, una conferenza sull’artista contemporaneo Miquel Barcelò, e in particolare sullo stretto legame nel suo lavoro fra universalità del movimento e manipolazione dell’argilla. Ad un anno dalla mostra che il MIC dedicherà all’artista, la conferenza rappresenta un’importante tappa di avvicinamento, unendo così idealmente il programma di Wam! ed il Museo delle Ceramiche che questo anno ospita buona parte del cartellone del festival.

 

Lorenza Boisi, in collaborazione con Selvatico, dà vita all’interno del Museo delle Ceramiche ad una performance giocata fra pittura e ceramica, spaziando apertamente sull’immaginario della rappresentazione e, contemporaneamente, richiamando la sua produzione pittorica e ceramistica degli ultimi anni.

 

Carlo Zauli. Sulla scia delle proposte che mettono al centro il rapporto con l’arte ceramica, Matteo Zauli apre le porte del suo museo per un viaggio a ritroso alla scoperta di Carlo Zauli e la terra, in una sorta di viaggio alle origini della materia attraverso l’opera di uno dei più importanti ceramisti faentini di tutti i tempi.

 

Perypezie Urbane. Chiude la sezione dedicata alle arti visive il consueto appuntamento con i video in loop dedicati alla danza, piccolo ma suggestivo contributo tratto da Espressioni, il festival di video danza organizzato da Perypezie Urbane.

 

CONFERENZE

 

Franco Farinelli è docente di Geografia politica ed economica presso l’Università di Bologna, nonché vero e proprio mentore di questa edizione del festival. Franco Farinelli, avventurandosi con competenza in un percorso tra filosofia, economia, arte, politica e scienze cognitive, sostiene che la geografia sia la forma originaria del sapere occidentale, e che come tale contenga il seme del pensiero futuro. Per questo chiederemo proprio a lui quali sono le cause di questa sensazione di smarrimento condiviso. Nei suoi libri Farinelli racconta come l'attuale difficoltà di trovare le nostre coordinate sia frutto di una nuova concezione del globo, una visione postmoderna che soppianta la ragione cartografica. “La globalizzazione significa da un lato che, per la prima volta nella storia dell'umanità, la Terra chiede di essere considerata per ciò che essa davvero è, cioè un globo e non una mappa; dall'altro che per il funzionamento del mondo tempo e spazio hanno perso quasi ogni importanza.”

 

LUOGHI

 

MIC - Viale Alfredo Baccarini, 19

MUS.T Museo Territorio – Via Zanelli 4

Museo Carlo Zauli – Via della Croce 6

Biblioteca – Via Manfredi 14

Chiesa dei Servi – Via Manfredi

Ex Chiesa di S. Giuseppe, adiacente Palazzo Esposizioni – Corso Mazzini 94

Teatro Masini – Pazza Nenni 3

Casa del Teatro - Via Oberdan, 7

 

INFO E PRENOTAZIONI: infowamfestival@gmail.com tel. 3474436893 / 3497629249