
Visite su prenotazione
INGRESSO LIBERO๐ซ
Il museo รจ ospitato nell'edificio che fu l'abitazione di Raffaele Bendandi, faentino appassionato di sismologia, dove si trovano un centro di documentazione sui terremoti, una biblioteca e l'Osservatorio Sismologico.
Raffaele Bendandi nacque a Faenza il 17 ottobre 1893 e fin da ragazzo mostrรฒ una spiccata passione per i terremoti. Ultimata la sesta classe elementare, lavorรฒ presso un orologiaio, poi, da un intagliatore di legno. Non trascurรฒ mai lo studio dei grandi scopritori: Copernico, Darwin, Galileo, Newton, ecc. Basandosi sul movimento delle maree derivate dallโattrazione lunare, ritenne che anche i movimenti della crosta terrestre (bradisismo e terremoti) derivassero dalla forza attrattiva del nostro satellite e degli altri pianeti. Scoprรฌ il ciclo undecennale delle macchie solari e scrisse in proposito il libro "Un principio fondamentale dellโUniverso" edito nel 1931; scrisse, ma mai pubblicรฒ, un volume "Sulle stelle variabili"che รจ esposto nelle bacheche del planetario.
Le sue teorie venivano a sconvolgere i principi della scienza ufficiale, fu osteggiato, soprattutto nel momento in cui cominciรฒ a fare previsioni, e gli fu pertanto imposto il silenzio. Convinto della validitร delle sue teorie, Bendandi continuรฒ a studiare e a controllare ogni avvenimento tellurico per avere una conferma al suo metodo di previsione.
Eโ morto il 1ยฐ novembre 1979, solo e dimenticato da tutti, ma con la speranza nel cuore che prima o poi, con la previsione dei terremoti, lโuomo riuscisse a salvare molte vite umane.
La biblioteca fu sicuramente il luogo piรน caro a Bendandi: lรฌ studiava, leggeva , consultava, verificava e quando qualcuno interrompeva la sua meditazione, guardava fuori dalla finestra indeciso se farlo entrare o no. Contiene oltre mille libri, bollettini di diversi Osservatori mondiali, raccolte di giornali ed articoli. In quindici scatole e nove cartelle sono raccolti i calcoli e gli scritti originali. Sulla mensola, sopra la porta, che immette allโOsservatorio, alcuni modelli di giocattoli fabbricati da Bendandi, quando dal 1940 al 1950, lavorรฒ nella "Fabbrica del giocattolo" per motivi di necessitร .
ENG
The museum is housed in the former residence of Raffaele Bendandi, a seismology enthusiast from Faenza, which now contains an earthquake documentation center, a library, and a Seismological Observatory.
Raffaele Bendandi was born in Faenza on October 17, 1893, and from an early age showed a marked passion for earthquakes. After completing elementary school, he worked first for a watchmaker, then as a woodcarver. He never neglected the study of great discoverers: Copernicus, Darwin, Galileo, Newton, and others. Based on tidal movements caused by lunar attraction, he theorized that movements of the Earth's crust (bradyseism and earthquakes) also derived from the gravitational pull of the Moon and other planets. He discovered the eleven-year solar cycle and wrote about it in his book "Un principio fondamentale dell'Universo"ย (A Fundamental Principle of the Universe), published in 1931. He also wrote, though never published, a volume titled "Sulle stelle variabili" (On Variable Stars), which is now displayed in the planetarium's display cases.
His theories challenged the principles of established science, and he faced opposition, particularly when he began making predictions, which ultimately led to him being effectively silenced. Convinced of the validity of his theories, Bendandi continued to study and monitor every seismic event to confirm his prediction methods.
He died on November 1, 1979, alone and forgotten by all, yet with hope in his heart that one day, through earthquake prediction, mankind might save many lives.
The library was undoubtedly Bendandi's most cherished place: there he would study, read, consult, verify his work and when someone interrupted his contemplation, he would glance out the window, undecided whether to let them in or not. The library holds over a thousand books, bulletins from various world observatories, and collections of newspapers and articles. Fifteen boxes and nine folders contain his original calculations and writings. On the shelf above the door leading to the Observatory are several toy models made by Bendandi when he worked at the "Toy Factory" between 1940 and 1950 out of necessity.