
Protagonisti dell’edizione 2026 saranno i grani antichi romagnoli, patrimonio agricolo e culturale che racconta il legame profondo tra territorio, biodiversità e tradizioni gastronomiche. Attorno al grande falò propiziatorio prenderanno vita riti agresti, sapori tipici, arte, musica e animazioni per tutta la famiglia, sotto l’egida del gruppo “Il lavoro dei contadini”.
🌾 I grani antichi al centro della festa
Cuore dell’edizione 2026 saranno le farine ottenute dai grani antichi coltivati a Oriolo, espressione di un’agricoltura sostenibile e di qualità.
Dalle 12.00 alle 21.30 sarà attivo un punto ristoro con specialità romagnole preparate con i prodotti delle aziende agricole locali.
Disponibili degustazioni e vendita di prodotti da forno realizzati con farine di grani antichi.
Programma della giornata:
Ore 10.30
Apertura del parco panoramico ai piedi della Torre.
Ore 11.00
Visita alla Torre di Oriolo, con:
Mostra “I miei dinosauri, uno sguardo libero sul mondo” dell’artista Marko Palma
Mostra “Le coperte dei buoi”, a cura della Stamperia Pascucci, dedicata alle antiche tele stampate usate per vestire gli animali nelle feste contadine
Passeggiata guidata sulle erbe spontanee commestibili, con Luciana Mazzotti: un percorso alla scoperta di piante e fiori edibili di inizio primavera e dei loro usi in cucina.
Ore 14.00
Inaugurazione dell’installazione artistica site specific di Lisa Martignoni, realizzata per la settima edizione del Sorelle Festival.
L’opera, ispirata a una figura mitologica femminile legata alla tradizione locale, rappresenta simbolicamente la protezione della Torre.
Ore 15.00
Visita guidata al Giardino della Scultura di Ivo Sassi (via San Biagio Antico 20), con oltre 40 sculture monumentali inserite nel circuito del Museo all’Aperto di Faenza.
Durata: 1 ora
Info e prenotazioni: 348 3601354
Pomeriggio
Giochi popolari della tradizione romagnola per tutta la famiglia
Animazioni e attività nel parco
Ore 17.00
Concerto della Banda Vinaccia, complessino rustico legato al territorio con influenze musicali che spaziano tra violini, chitarre, ottoni, mandolini e banjo.
Ore 17.45
Atmosfera del tramonto e preparazione al rito del fuoco.
Ore 18.00
Accensione del grande falò propiziatorio:
nel fuoco verranno simbolicamente bruciati rami secchi e resti delle potature insieme ai “freddi” e alle fatiche dell’inverno, invocando una primavera benevola per la campagna.
Attorno alle fiamme, tra canti, balli tradizionali e un caldo brulè, si celebrerà il rito collettivo.
Ore 22.00
Chiusura della manifestazione.
🌧 In caso di maltempo, l’evento sarà rinviato a domenica 8 marzo con lo stesso programma.
Per tutta la durata della manifestazione saranno presenti giochi di legno, un caloroso fuoco, brulè e sarà possibile visitare la Torre.