
Ritrovo: Loggia degli Infantini in Corso Mazzini, 70
*€ 5/€ 3 soci Pro Loco
E’ dedicata principalmente alla Cappella della Residenza “Il Fontanone” in viale Stradone la terza visita guidata di primavera della Pro Loco Faenza, sabato 14 marzo alle 15. Ma non solo: in realtà verranno illustrate varie forme di assistenza pubblica in quel vero e proprio quartiere dedicato a quel che oggi si chiama welfare, forme che vanno dagli ex orfanotrofi di corso Mazzini (maschili e femminili) alla Maternità di Via Baliatico, dal vicino Brefotrofio degli Esposti fino all’Asilo Baldi e ai Ricoveri di Mendicità di via Pascoli.
Non a caso si inizierà dal Portico della Carità, noto a tutti come Loggia dei Fantini (corruzione dell’originario “Infantini”), sede dell’istituto ove potevano essere lasciati - anche e soprattutto nottetempo, garantendo l’anonimato - i bambini di ragazze madri o comunque di genitori che non potevano tenere i figli: nell’aspetto generale e nelle proporzioni il portico ricorda infatti quel prototipo assistenziale che fu l’Ospedale degli Innocenti di Firenze; i tondi robbiani biancazzurri con i bambini in fasce sono qui sostituiti da puttini nudi in terracotta molto più piccoli posti agli incroci delle ghiere decorate che sormontano gli archi, ma il concetto è lo stesso indicando il “rifugio” ove i bambini potevano essere allevati, svezzati, cresciuti e poi indirizzati a varie forme di istruzione, con sedi non lontane: gli “orfanelli” di San Giuseppe poco più avanti sullo stesso lato del Corso (oggi Palazzo Esposizioni) o le “orfanelle”, sull’altro lato, presso il Mazzolani.
Passando per le varie ex sedi di opere pie caritatevoli si arriverà infine al “Fontanone” di viale Stradone, edificio che sostituì modernamente nel 1960 i preesistenti Ricoveri di Mendicità di via Pascoli.
Si vedranno qui le varie opere d’arte, concentrate nella chiesa ma anche nel vestibolo che la precede.
La chiesa è semisotterranea eppure si sviluppa moltissimo in altezza per gli affacci dai vari reparti, con più piani similmente ad un teatro. Conserva oltre cinquanta opere d’arte di una ventina di diversi autori, quasi tutti faentini e in larga parte in ceramica. Se la scultura più commovente è L’Adorazione di Ercole Drei (1923), raffigurante una Madonna con Bambino in scala naturale ispirata alla maternità della moglie dell’autore, non da meno sono le varie ceramiche di Biancini, Rontini, Gatti, Leoni, ecc., poi un dipinto di Nonni e gli arredi liturgici di Pezzi e Gaeta.
Si concluderà al vero e proprio Fontanone, al termine del viale.
Info:
• durata visita 1 h e mezza circa;
• alcuni gradini.
Le prenotazioni sono obbligatorie e si accettano dal sabato della settimana precedente ogni visita.
POSSONO ESSERE PREVISTI POSTI LIMITATI.
Le visite sono condotte da Guide turistiche abilitate iscritte nell'elenco nazionale del Ministero del Turismo
I partecipanti alle iniziative prendono atto di esonerare e sollevare da ogni responsabilità civile e penale gli organizzatori, accompagnatori e guide. In particolare il riferimento è:
- agli eventuali incidenti o infortuni subiti o cagionati,
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