Pro Loco Faenza
Visite guidate

 

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L’organizzazione declina ogni responsabilità su eventuali infortuni o danni ai partecipanti.

*  I contributi  raccolti  saranno destinati dalla Pro Loco per i fini culturali a favore della città

Le visite sono condotte da Guide turistiche abilitate ed autorizzate dalla Regione Emilia Romagna

 Le prenotazioni sono obbligatorie e si accettano dal sabato della settimana precedente ogni visita.

Informazioni e prenotazioni:

PRO LOCO I.A.T. Voltone Molinella 2  

tel. 0546 25231

info@prolocofaenza.it    

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Visite guidate dal "Centro Museale" alla Città e non solo...
Sabato 27 aprile
PALAZZO SAN GIACOMO A RUSSI:
  • Ritrovo
    MEZZI PROPRI, ore 14.30 parcheggio La Filanda, Via della Costituzione, oppure ore 15 in Via Carrarone Rasponi, Russi

  • 48018 Faenza RA
  • ore 15
una “delizia” di villeggiatura nella campagna del Seicento.

* € 8 / € 6 soci Pro Loco

La visita guidata a Palazzo San Giacomo a Russi permetterà di scoprire un luogo raro: una dimora di campagna voluta dai conti Rasponi di Ravenna per la villeggiatura estiva. Non solo un palazzo di indubbio interesse artistico (gli affreschi che lo decorano rappresentano il più vasto ciclo pittorico risalente al periodo tra Sei-settecento presente in Romagna), ma anche un microcosmo denso di storie: quelle dei discendenti di questa illustre famiglia ravennate (per qualche tempo, i Rasponi furono anche signori di Ravenna), il cui destino si intreccia con quello dei potentissimi Barberini di Roma.
Sabato 04 maggio
VILLA SAN PROSPERO:
  • Ritrovo
    IN BICI, ore 15 Pro Loco, Voltone Molinella 2; oppure ore 15.15 parcheggio di Punta degli Orti, Via Firenze

  • 48018 Faenza RA
  • ore 15 (visita riservata ai Soci Pro Loco Faenza)
fra natura, storia e architettura.
(Si ringrazia la proprietà per la g.c.)
Visita riservata ai Soci Pro Loco Faenza.
Sabato 11 maggio
NEL VERDE DI CASTEL RANIERO.
  • Ritrovo
    ore 14.30 (in bici), Pro Loco oppure ore 15 ingresso Villa Rotonda Via Castel Raniero

  • 48018 Faenza RA
  • ore 15
A piedi per sentieri fino a Villa Mengazza.
(si ringrazia la proprietà per la g.c.)
In occasione di “Musica nelle aie”.
Sabato 18 maggio
PRADA: UNA CHIESA, DUE GIARDINI INCANTATI.
  • Ritrovo
    MEZZI PROPRI,ore 14.45 parcheggio La Filanda – via della Costituzione, oppure ore 15 c/o la chiesa in Via Prada 34

  • 48018 Faenza RA
  • ore 15
Storia, arte e natura in fiore nelle campagne ai confini della città.
(si ringraziano le proprietà per g.c.)

* € 5/€ 3 soci Pro Loco
Sabato 25 maggio
IN GITA CON LA PRO LOCO
  • Ritrovo
    in pullman, Piazzale Pancrazi

  • 48018 Faenza RA
  • ore 14.30
Programma in via di definizione.
Giovedì 06 giugno
"PASSEGGIANDO ALLA LUCE DEL TRAMONTO"
  • Ritrovo
    Pro Loco, Voltone Molinella 2

  • 48018 Faenza RA
  • ore 20
Giardini, angoli e scorci di una Faenza che non ti aspetti.

* € 3,00
Giovedì 13 giugno
"PASSEGGIANDO ALLA LUCE DEL TRAMONTO"
  • Ritrovo
    Pro Loco, Voltone Molinella 2

  • 48018 Faenza RA
  • ore 20
Giardini, angoli e scorci di una Faenza che non ti aspetti.

* € 3,00
Visite guidate passate
Domenica 21 aprile
LA CHIESA DI SAN MAGLORIO A FAENZA.
  • Ritrovo
    Via Campidori (altezza del civico 14)

  • 48018 Faenza RA
  • ore 10 - ore 11.30
Per la prima volta aperta dopo una chiusura ventennale.
(Si ringrazia S.E. Mons. Mario Toso – Vescovo di Faenza – per la g.c.)
In collaborazione con il Rione Rosso per la “Sagra del Pellegrino”.

Riapre eccezionalmente, in occasione della Sagra del Pellegrino organizzata dal Rione Rosso, l’antica chiesa di San Maglorio in via Campidori, visitabile con guide della Pro Loco per ben tre volte durante il prossimo fine settimana, venerdì 19, sabato 20 e domenica 21 aprile.

Chiusa da oltre mezzo secolo, la chiesa è stata aperta solo in casi particolarissimi negli ultimi trent’anni e non presenta più i suoi arredi ma è ancora mirabile per la maestosa architettura (esternamente quattrocentesca, all’interno di un secolo dopo e con sporadici interventi successivi), per l’altar maggiore in pregiati marmi del XVIII sec., per le cantorie dell’organo (in legno e con piccoli dipinti attribuiti a pittori fiamminghi del ’500) e per gli affreschi a grottesche pressoché unici a Faenza (attribuiti all’ambito di Marco Marchetti, lo stesso decoratore del voltone della Molinella) nel presbiterio e per quelli sul soprastante soffitto con i Quattro Evangelisti. Infine si potranno vedere i vari dipinti su muro e su tela eseguiti dopo metà Ottocento dai fratelli Antonio e Romolo Liverani anche con paesaggi romantici e del tutto “laici”.

Inoltre si potrà vedere la lapide sepolcrale pavimentale che chiude la tomba di Cassandra Pavoni, “mitica” amante di Galeotto Manfredi (che per ragioni di stato dovette sposare Francesca Bentivoglio, ma che da lei ebbe tre figli, tutti riconosciuti), fattasi qui monaca nel 1480 e che vi morì trentacinque anni dopo.

Le visite del venerdì sera si svolgeranno in abbinamento con il Museo delle Ceramiche per poter ammirare alcune ceramiche di epoca manfrediana o di tipologia conventuale, accostabili a Cassandra Pavoni.


* € 5,00 / € 3 Soci Pro Loco
Sabato 20 aprile
LA CHIESA DI SAN MAGLORIO A FAENZA.
  • Ritrovo
    Via Campidori (altezza del civico 14)

  • 48018 Faenza RA
  • ore 15 - ore 16
Per la prima volta aperta dopo una chiusura ventennale.
(Si ringrazia S.E. Mons. Mario Toso – Vescovo di Faenza – per la g.c.)
In collaborazione con il Rione Rosso per la “Sagra del Pellegrino”.

Riapre eccezionalmente, in occasione della Sagra del Pellegrino organizzata dal Rione Rosso, l’antica chiesa di San Maglorio in via Campidori, visitabile con guide della Pro Loco per ben tre volte durante il prossimo fine settimana, venerdì 19, sabato 20 e domenica 21 aprile.

Chiusa da oltre mezzo secolo, la chiesa è stata aperta solo in casi particolarissimi negli ultimi trent’anni e non presenta più i suoi arredi ma è ancora mirabile per la maestosa architettura (esternamente quattrocentesca, all’interno di un secolo dopo e con sporadici interventi successivi), per l’altar maggiore in pregiati marmi del XVIII sec., per le cantorie dell’organo (in legno e con piccoli dipinti attribuiti a pittori fiamminghi del ’500) e per gli affreschi a grottesche pressoché unici a Faenza (attribuiti all’ambito di Marco Marchetti, lo stesso decoratore del voltone della Molinella) nel presbiterio e per quelli sul soprastante soffitto con i Quattro Evangelisti. Infine si potranno vedere i vari dipinti su muro e su tela eseguiti dopo metà Ottocento dai fratelli Antonio e Romolo Liverani anche con paesaggi romantici e del tutto “laici”.

Inoltre si potrà vedere la lapide sepolcrale pavimentale che chiude la tomba di Cassandra Pavoni, “mitica” amante di Galeotto Manfredi (che per ragioni di stato dovette sposare Francesca Bentivoglio, ma che da lei ebbe tre figli, tutti riconosciuti), fattasi qui monaca nel 1480 e che vi morì trentacinque anni dopo.

Le visite del venerdì sera si svolgeranno in abbinamento con il Museo delle Ceramiche per poter ammirare alcune ceramiche di epoca manfrediana o di tipologia conventuale, accostabili a Cassandra Pavoni.


* € 5,00 / € 3 Soci Pro Loco
Venerdì 19 aprile
CHIESA DI SAN MAGLORIO E MIC.
  • Ritrovo
    Via Campidori (altezza del civico 14)

  • 48018 Faenza RA
  • ore 19 - ore 19.20 - ore 20 - ore 20.20
La Chiesa di San Maglorio, per la prima volta aperta dopo una chiusura ventennale, e una selezione di ceramiche faentine al MIC.
(Si ringrazia S.E. Mons. Mario Toso – Vescovo di Faenza – per la g.c.)
In collaborazione con il Rione Rosso per la “Sagra del Pellegrino”.

Prenotazioni obbligatorie (a partire dal 13/4), posti limitati.

* € 5,00 / € 3 Soci Pro Loco

Riapre eccezionalmente, in occasione della Sagra del Pellegrino organizzata dal Rione Rosso, l’antica chiesa di San Maglorio in via Campidori, visitabile con guide della Pro Loco per ben tre volte durante il prossimo fine settimana, venerdì 19, sabato 20 e domenica 21 aprile.

Chiusa da oltre mezzo secolo, la chiesa è stata aperta solo in casi particolarissimi negli ultimi trent’anni e non presenta più i suoi arredi ma è ancora mirabile per la maestosa architettura (esternamente quattrocentesca, all’interno di un secolo dopo e con sporadici interventi successivi), per l’altar maggiore in pregiati marmi del XVIII sec., per le cantorie dell’organo (in legno e con piccoli dipinti attribuiti a pittori fiamminghi del ’500) e per gli affreschi a grottesche pressoché unici a Faenza (attribuiti all’ambito di Marco Marchetti, lo stesso decoratore del voltone della Molinella) nel presbiterio e per quelli sul soprastante soffitto con i Quattro Evangelisti. Infine si potranno vedere i vari dipinti su muro e su tela eseguiti dopo metà Ottocento dai fratelli Antonio e Romolo Liverani anche con paesaggi romantici e del tutto “laici”.

Inoltre si potrà vedere la lapide sepolcrale pavimentale che chiude la tomba di Cassandra Pavoni, “mitica” amante di Galeotto Manfredi (che per ragioni di stato dovette sposare Francesca Bentivoglio, ma che da lei ebbe tre figli, tutti riconosciuti), fattasi qui monaca nel 1480 e che vi morì trentacinque anni dopo.

Le visite del venerdì sera si svolgeranno in abbinamento con il Museo delle Ceramiche per poter ammirare alcune ceramiche di epoca manfrediana o di tipologia conventuale, accostabili a Cassandra Pavoni.

Sabato 13 aprile
PRERAFFAELLITI. Rinascimento Moderno.
  • Ritrovo
    Forlì, Musei di San Domenico (MEZZI PROPRI)

  • turno unico: ore 15
Mostra ai Musei di San Domenico a Forlì.

Prenotazioni fin da subito fino ad esaurimento posti limitati; quota di partecipazione da versare al momento della prenotazione OBBLIGATORIA: € 20,00 - Soci Pro Loco € 18,00. (La quota comprende il prezzo del biglietto, i diritti di prenotazione, la visita guidata).
Sabato 06 aprile
IL MUSEO DIOCESANO DI FAENZA.
  • Ritrovo
    Piazza XI Febbraio 10

  • 48018 Faenza RA
  • ore 16
Uno scrigno di arte e fede, di storia e tradizione.

* € 5,00 / € 3 Soci Pro Loco

Intitolato alla memoria del vescovo Giuseppe Battaglia (1944-1970), il Museo Diocesano occupa un’importante porzione del piano nobile della residenza episcopale. Una prima sistemazione degli spazi si ebbe nell’Anno Santo del 2000 ma solo nel 2009 venne avviato un primo intervento di restauro e allestimento che permise di valorizzare importanti testimonianze di età romanico-gotica.

In realtà i limiti cronologici delle opere oggi esposte vanno dal X secolo fino ai giorni nostri, coprendo quindi un arco temporale di mille anni di vita. L’allungato spazio della Loggia Monterenzi è articolato per sezioni, dalla devozione mariana a quella dei santi, dalla liturgia alle forme della religiosità popolare. Particolarmente pregevoli risultano una quattrocentesca Mater Misericordiae, un San Giovanni Evangelista di scuola lombarda del XVI secolo, le croci e gli stendardi processionali, i tabernacoli post-tridentini, un paliotto d’altare in scagliola di età barocca, i modellati plastici della bottega dei Ballanti Graziani e i presepi in terracotta.

Ma lo spazio più prestigioso è la medievale Sala degli affreschi. In essa, oltre a diversi lacerti di esafore duecentesche in marmo rosa di Verona, sono presenti importanti porzioni di pitture parietali di scuola riminese-giottesca risalenti agli anni ’30 del Trecento: Le Quattro Sante, Il trionfo della morte, L’incontro dei tre vivi e dei tre morti e - molto danneggiato- il Giudizio Finale. La sala raccoglie opere di rilevante valore artistico, dalla duecentesca tavola della Madonna della Celletta alle icone di ascendenza veneto-cretese, dalle quattrocentesche tavolette della cantoria della Cattedrale alle superstiti formelle del polittico di Santa Maria foris portam, dal tabernacolo in pietra serena attribuito a Drudo Barilotto alle opere rinascimentali di Biagio d’Antonio, dalle romaniche sculture in pietra calcarea al volto lacerato di un quattrocentesco crocifisso ligneo ritrovato nel 1944 fra le macerie della Chiesa dei Servi e quindi sopravvissuto alle distruzioni belliche.

La Sala del Trono - principale ambiente di rappresentanza dell’episcopio dal XVIII secolo in poi - è strutturata in forma di quadreria. Essa, arredata con pregevoli canterani del XVII e XVIII secolo, raccoglie le grandi pale d’altare che vanno dalla cinquecentesca tavola lignea di Bartolomeo Coda alle tele dipinte da Cristoforo Unterperger, passando per le opere di Tommaso Missiroli, Benedetto Marini, Carlo Cignani. Di particolare interesse sono inoltre il San Sebastiano e il Sant’Andrea attribuiti da alcuni storici dell’arte a Guido Cagnacci.

Il settecentesco Oratorio di Sant’Apollinare, pur essendo ancora in attesa di un prossimo intervento di ripristino dell’antica pavimentazione in cotto, resta un significativo esempio di piccola cappella episcopale con navatella e presbiterio: un ‘barocchetto’ arricchito dalle decorazioni monocrome del bolognese Vittorio Maria Bigari.
Dei successivi spazi dell’ Appartamento del Cardinal Durazzo sono state recentemente riaperte due stanze che accolgono la bella mostra «Calvari», fra cui spiccano soprattutto due opere accomunate dal fatto di essere fortunosamente riemerse dal fango dell’alluvione nei sotterranei dei musei Zauli e Tramonti: nel primo caso si tratta delle formelle in terracotta di una Via Crucis databile agli anni ’40 e di un autore ancora da identificare; nel secondo dei frammenti di una croce in ceramica con cristallina a grosso spessore, copia o forse prova di quella realizzata da Guerrino Tramonti per la Chiesa del Paradiso negli anni Ottanta. Opere di una dolente, impressionante bellezza.
Sabato 23 marzo
LA PINACOTECA DI FAENZA.
  • Ritrovo
    Via Santa Maria dell'Angelo 9

  • 48018 Faenza RA
  • ore 15
Dal Manierismo al Barocco.

* € 8,00 / € 6 soci Pro Loco (incluso biglietto d'ingresso)

La Pinacoteca Comunale di Faenza, che ha la sua sede nell’ex convento dei Gesuiti, fu il primo museo che Antonio Paolucci, nativo di Rimini, visitò con occhi professionali e definì “piccolo pantheon della pittura romagnola”, trovando il suo percorso affascinante.
La visita guidata, dopo aver preso in esame la figura di un pittore faentino che guardò all’Italia centrale, continuerà con i manieristi i quali elaborarono un linguaggio artistico nato a Firenze e sviluppatosi a Roma, che con la diaspora a seguito del sacco dell’Urbe da parte dei lanzichenecchi (1527), raggiunse le corti italiane, e non solo, dando luogo alla nascita di scuole locali. Proseguirà poi con il Barocco, per chiudersi con l’esame di alcune nature morte di notevole valore artistico.
Sabato 16 marzo
IL SEMINARIO DI FAENZA.
  • Ritrovo
    Viale Stradone 30

  • 48018 Faenza RA
  • ore 15
La chiesa superiore, ambienti inediti e nuove raccolte d’arte.
(si ringrazia la proprietà per la g.c.)

* € 5,00 / € 3 Soci Pro Loco

Sarà il Seminario “Pio XII” di Faenza, sabato prossimo 16 marzo dalle ore 15, ad aprire il calendario visite guidate di primavera a cura della Pro Loco Faenza.
Continuano infatti gli appuntamenti per far conoscere questo interessante edificio cittadino che, lo scorso ottobre 2023, ha celebrato i 70 anni dall’inaugurazione.
Il progetto fu dell’ingegner Dante Fornoni di Bergamo ma all’impresa intervennero anche artisti faentini: i ceramisti Pietro Melandri e Riccardo Gatti, il pittore Roberto Sella, Angelo Molignoni che eseguì le lampade in rame. Le maestranze edili furono dell’Impresa Bentini di Faenza e della Coop. Muratori di Granarolo, mentre la direzione tecnica dei lavori fu del faentino Giovanni Antenore.
La visita inizierà ovviamente dall’imponente facciata con lo scalone in travertino e con i soprastanti, bellissimi otto medaglioni scolpiti dal faentino Angelo Sabbatani e recanti i ritratti dei Santi più legati a Faenza. Poi si visiterà la biblioteca e il chiostro, oggi tamponato con vetri ma con ancora, al centro, un settantenne tasso, e con la facciata della chiesa sullo sfondo. Quest’ultima coniuga, al suo interno, suggestioni bizantine (grazie al sapiente uso dell’oro e del mosaico) con raffigurazioni bibliche rese con estremo verismo da pittori bergamaschi di formazione classica: la presenza di varie personalità della città lombarda si spiega con la provenienza del committente, cioè il vescovo Giuseppe Battaglia, tra l’altro appassionato personalmente d’arte.
Sottoposto a recenti restauri e ad adeguamenti per il potenziamento dei servizi bibliotecari interni, il Seminario è stato anche riarredato e dotato di opere d’arte, soprattutto del notissimo Angelo Biancini. Nei limiti del possibile si accederà a tutti gli ambienti.
Sabato 16 marzo
_CALENDARIO DI PRIMAVERA 2024
  • da SABATO 16 MARZO 2024
Partono sabato 16 marzo le visite guidate della Pro Loco Faenza per la primavera 2024. Come da tradizione, si svolgono di sabato pomeriggio – quest’anno con l’eccezione della chiesa di San Maglorio, visitabile anche l’indomani, domenica mattina – e sono seguite dalle due “passeggiate alla luce del tramonto” nei primi due giovedì di giugno.

Riguardo ai contenuti, come sempre si è cercato un equilibrio fra arte, storia e natura, con attenzione anche alle mostre, agli eventi in città e ai restauri. Tra le mete, le novità principali sono soprattutto la chiesa di San Maglorio e la villa San Prospero, entrambe chiuse da molti anni ed entrambe tornate ad essere visibili per la cortese concessione delle rispettive proprietà: la prima, limitrofa al grande quadrilatero del Museo delle Ceramiche, è di origini medievali ma si presenta oggi soprattutto nella sua veste cinque-seicentesca per via delle ristrutturazioni che la interessarono: è priva dei suoi arredi mobili, ovviamente tutti messi altrove in sicurezza, ma conserva ancora un’architettura di prim’ordine, stucchi e affreschi a grottesche attribuiti alla cerchia di Marco Marchetti, tempere murali ottocentesche del grande Romolo Liverani, le cantorie dell’organo con dipinti attribuiti al fiammingo Giovanni Stradano e infine il sepolcro di Cassandra Pavoni, la donna di Galeotto Manfredi e madre dei suoi tre figli che si fece qui monaca nel 1480 e che vi morì quasi quarant’anni dopo. Il sepolcro è vuoto (lo si appurò negli anni Sessanta del ’900) ma resta ancora la bellissima lapide terragna cinquecentesca con l’emblema della famiglia Pavoni.
La seconda è invece una delle più suggestive ville fuori-porta faentine, nella verde cornice di Castel Raniero. Nata come antico Priorato di San Prospero fu trasformata a fine Settecento e poi a metà Ottocento da un architetto ignoto che sistemò il parco secondo la moda romantica dell’epoca e infine ingrandita nel primo ‘900 dal geniale e bizzarro architetto faentino Vincenzo Pritelli. Conserva ancora un grande parco, con monumentale serra-arancera, laghetto con sequoie e soprattutto l’oratorio. Si tratta di un luogo importantissimo per la storia e gli affetti faentini.
Per il resto, musei – la Pinacoteca Comunale e il Diocesano anzitutto, ma anche i forlivesi Musei di San Domenico con la mostra sui Preraffaelliti e il Seminario, che con le sue raccolte d’arte sta diventando anch’esso un museo – e scampagnate: a Castel Raniero in occasione de “La Musica nelle Aie” per una passeggiata nel verde che ci porterà a Villa Mengazza (anch’essa aperta per g.c. della proprietà), poi a Russi per il seicentesco Palazzo San Giacomo e infine a Prada, per la chiesa e per due giardini privati, di nuovo visitabili in maniera straordinaria per g.c. dei proprietari.
Sabato 27 gennaio
Per non dimenticare - Passeggiata della Memoria 2024.
  • Ritrovo
    Pro Loco, Voltone Molinella 2

  • 48018 Faenza RA
  • ore 15.00
Una visita guidata ai "Luoghi della Memoria" in città.

Nell'ambito delle iniziative organizzate dall'Amministrazione Comunale.
Partecipazione gratuita.

Sono otto le “tappe della Memoria” individuate a Faenza dalla Pro Loco, tappe che in buona parte saranno oggetto della visita guidata “Per non dimenticare” sabato 27 gennaio alle 15.
L’esordio è fulminante, con il grande piatto in ceramica prestato dal Liceo Ballardini-Torricelli e già esposto in questi giorni proprio nella vetrina della stessa Pro Loco. Si tratta del saggio di fine-corso eseguito nel 1937, a Faenza, dal giovane studente ebreo tedesco Werner Jacobson. In realtà questa è una copia fedele e di alta qualità, realizzata nel 2010 da una fotografia che il vice-direttore dell’istituto, Giuseppe Liverani, aveva fatto scattare prima della distruzione del manufatto, ritenuto compromettente (per la scuola e per lo stesso studente) visti i chiari riferimenti politici e identitari dell’apparato decorativo, tutto ispirato alla tradizione ebraica. Oggi si sa – grazie alle ricerche di Cesare Finzi, purtroppo recentemente scomparso – che Jacobson rimase a Faenza almeno fino al 1940 e che riuscì poi a fuggire prima in Palestina ed infine a New York ove avviò una produzione di ceramica. La successiva scoperta nei depositi del Mic di sei maioliche da lui donate e inviate per posta nel 1981 senza alcuna spiegazione fa pensare ad una sorta di ringraziamento verso la città che in qualche modo deve averlo protetto: dalla cartellina dell’archivio della scuola, oltre alla foto, è infatti emerso un carteggio in cui il direttore Gaetano Ballardini risponde evasivamente alle richieste del Commissariato di Polizia ai sensi delle leggi razziali del 1938 e non rivela l’indirizzo dello studente che pure doveva essergli noto.
Il piatto è magnifico e decorato secondo la tipologia faentina della “zaffera in rilievo” ma con i simboli dell’ebraismo (Tavole della Legge, iniziali dei Dieci Comandamenti, Stella di Davide, candelabri a sette braccia e soprattutto una scritta riportante l’Inno della Speranza divenuto dopo il 1948 Inno di Israele); Liverani si fece tradurre la scritta e riportò diligentemente tutto nella cartellina poi nascosta in archivio.

Le altre tappe riguarderanno: il Monastero di Santa Chiara con la pietra di inciampo e tutti gli effetti personali di Amalia Fleischer, avvocatessa viennese insegnante di lingue nel monastero, arrestata nel dicembre 1944 e partita da Milano sul famigerato treno del 30 gennaio 1945 – lo stesso di Liliana Segre – per Auschwitz (ove giunse morta o dove fu uccisa all’arrivo dopo ben sette giorni di viaggio al freddo e senza cibo); il Tempietto della Memoria sul lungofiume, restaurato nel 2002 a cura degli studenti del “Ballardini” e recante i nomi dei lager europei e tutti i simboli dei detenuti dei lager; il vicino Ponte della Memoria eretto dalla Brigata Ebraica in meno di tre mesi dal febbraio ai primi di aprile 1945; infine il Museo Argylls Romagna di via Castellani che conserva un’intera sezione dedicata alla Shoah con reperti evocativi e tre preziosi originali dell’epoca.
Sabato 14 gennaio 2023
TEATRO MASINI 1787 -
  • Ritrovo
    Teatro Masini - Faenza, Piazza Nenni
  • Piazza Nenni
    48018 Faenza RA
  • dalle 10.30 alle 12.30
Apertura con visite guidate, il sabato mattina.

Il teatro "Masini" è stato inserito all'interno della Strada Europea dei Teatri Storici (EHRT - European Route of Historic Theatres) e, in particolare, nella North Italian Route, unitamente al Teatro Olimpico di Vicenza, al Teatro all'Antica di Sabbioneta, al Teatro Scientifico Bibiena di Mantova ed altri 7 teatri storici del nord Italia.

Il Comune di Faenza - Assessorato alla Cultura - ha pertanto voluto attivare una serie di aperture sperimentali con visite guidate al "Masini" realizzate in collaborazione con la Pro Loco Faenza.
Tutti potranno quindi accedere ad un ulteriore bene culturale cittadino, un raffinato esempio di teatro all’italiana ed uno dei più significativi dell’architettura neoclassica.

Info e biglietteria: Pro Loco IAT Faenza - Voltone Molinella 2 - tel. 0546 25231
ticket: intero € 4,00, ridotto € 3,00 (under 18, over 65, gruppi min 10 persone, universitari muniti di tessera), gratuito per bambini e ragazzi 0-14 anni e gratuità di legge.
Martedì 31 dicembre 2019
PRO LOCO FAENZA 2019
    Il programma delle attività e delle visite guidate 2019
    Lunedì 31 dicembre 2018
    PRO LOCO FAENZA 2018
      Il programma delle attività e delle visite guidate 2018
      Domenica 31 dicembre 2017
      PRO LOCO FAENZA 2017
        Il programma delle attività e delle visite guidate 2017