Pro Loco Faenza
Visite guidate

 

con il contributo di

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in collaborazione con 

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L’organizzazione declina ogni responsabilità su eventuali infortuni o danni ai partecipanti.

*  I contributi  raccolti  saranno destinati dalla Pro Loco per i fini culturali a favore della città

Le visite sono condotte da Guide turistiche abilitate ed autorizzate dalla Regione Emilia Romagna

 Le prenotazioni sono obbligatorie e si accettano dal sabato della settimana precedente ogni visita.

Informazioni e prenotazioni:

PRO LOCO I.A.T. Voltone Molinella 2  

tel. 0546 25231

info@prolocofaenza.it    

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Visite guidate dal "Centro Museale" alla Città e non solo...
Giovedì 08 dicembre
TEATRO MASINI 1787
  • Ritrovo
    Teatro Masini - Faenza, Piazza Nenni
  • Piazza Nenni
    48018 Faenza RA
  • dalle 10.30 alle 12.30
Apertura con visite guidate.

Il teatro "Masini" è stato inserito all'interno della Strada Europea dei Teatri Storici (EHRT - European Route of Historic Theatres) e, in particolare, nella North Italian Route, unitamente al Teatro Olimpico di Vicenza, al Teatro all'Antica di Sabbioneta, al Teatro Scientifico Bibiena di Mantova ed altri 7 teatri storici del nord Italia.

Il Comune di Faenza - Assessorato alla Cultura - ha pertanto voluto attivare una serie di aperture sperimentali con visite guidate al "Masini" realizzate in collaborazione con la Pro Loco Faenza.
Tutti potranno quindi accedere ad un ulteriore bene culturale cittadino, un raffinato esempio di teatro all’italiana ed uno dei più significativi dell’architettura neoclassica.

Info e biglietteria: Pro Loco IAT Faenza - Voltone Molinella 2 - tel. 0546 25231
ticket: intero € 4,00, ridotto € 3,00 (under 18, over 65, gruppi min 10 persone, universitari muniti di tessera), gratuito per bambini e ragazzi 0-14 anni e gratuità di legge.
Sabato 10 dicembre
"NON SOLO ALBERI DI NATALE"
  • Ritrovo
    Pro Loco, Voltone Molinella 2

  • 48018 Faenza RA
  • ore 15.00
Giardini, segreti nel centro di Faenza.
Nell'ambito dei "Giardini di Natale 2022".

* € 3

In collaborazione con il Servizio Giardini del Comune e collateralmente alla manifestazione dei Giardini a Natale in centro (stavolta denominata «Alberi! Alberi! Alberi!»), da anni Pro Loco porta i visitatori alla scoperta di giardini “nascosti”, semisconosciuti, privati, del centro storico stesso.

Si tratta di una riscoperta, ogni volta diversa, di quegli spazi verdi, generalmente a corte interna e non visibili dalla strada, che presentano una tipologia caratteristica, fatta di alberi da ombra e decorativi, arbusti (bosso, agrifoglio, calicanto, rosmarino, ecc.) e non di rado piante “utili” (tipicamente da piccoli frutti, come giuggioli, fichi, caki, nespoli), a costituire la parte verde; Altrettanto interessante può essere la parte “in pietra” con acciottolati, logge e soprattutto con gli “attergati”, cioè le parti posteriori di servizio, che un tempo ospitavano legnaie, magazzini, scuderie, portoni carrai e simili e oggi sono invece adibiti ad abitazioni.

Il messaggio, latente ma non troppo, è finalizzato alla conservazione e al sottolineare l’importanza di questi pochi giardini di città sopravvissuti alla cementificazione degli anni Sessanta e Settanta quando aiuole e parti verdi furono in molti casi sacrificate ai posti auto, in un’ottica speculativa e commerciale che con il tempo si è rivelata un’arma a doppio taglio, economicamente redditizia ma esteticamente svilente e che ci ha fatto perdere il valore dei giardini di un tempo, definiti «più gentili» in una nota poesia faentina.

In particolare, stavolta si accederà a due giardini storici privati (si ringraziano i proprietari per la gentile disponibilità) di cui uno del tutto inedito, in Corso Mazzini, sorprendente anche perché doppio e dotato di capitelli antichi con stemmi cardinalizi (forse provenienti dal distrutto palazzo Bandini-Spada che stava al posto dell’attuale piazza Due Giugno), ora adibiti a supporto per rose. Un bosso ultracentenario, un tasso, una glicine, una mimosa, un giuggiolo, aceri e un accoglientissimo prato completano l’ambiente. Il secondo, in via XX settembre, si caratterizza per due esemplari di eleagno rampicanti e sagomati per incorniciare il portone carraio, ma nell’occasione si ammirerà anche lo scalone settecentesco decorato a stucchi e con maestoso affresco sommitale. La visita terminerà al Palazzo del Podestà per l’inaugurazione dei Giardini di Natale 2022.
Sabato 17 dicembre
"NON SOLO ALBERI DI NATALE"
  • Ritrovo
    Pro Loco, Voltone Molinella 2

  • 48018 Faenza RA
  • ore 15.00
Giardini, segreti nel centro di Faenza.
Nell'ambito dei "Giardini di Natale 2022".

* € 3

Visite guidate passate
Sabato 03 dicembre
PINACOTECA.
  • Ritrovo
    Via Santa Maria dell'Angelo 9

  • 48018 Faenza RA
  • ore 15.00
Con Natività, restauri e tesori dai depositi.

* € 8 / € 6 soci Pro Loco

Natale si avvicina e sorprese in vista attendono anche i partecipanti alla visita guidata di Pro Loco di sabato 3 dicembre: infatti, per l’occasione, la Pinacoteca comunale ha concesso la possibilità di mostrare, in via del tutto eccezionale, tre opere mai esposte al pubblico. Sarà un’occasione unica, quindi, per poter ammirare non solo la collezione permanente della più antica istituzione faentina, ma anche tre quadri conservati nei depositi. Si tratta di tre opere di grande pregio: una natività, un disegno autografo di uno dei più importanti pittori italiani e un restauro.
Oltre a questa “chicca”, la visita si concentrerà sulle diverse sezioni del nuovo percorso espositivo permanente, inaugurato a dicembre 2021. Donatello, Auguste Rodin, Giorgio De Chirico, Marco Palmezzano sono solo alcuni dei principali pittori sui quali si concentrerà l’attenzione. Senza dimenticare non solo le straordinarie opere di Domenico Baccarini, ma anche alcune tavole di quegli artisti considerati “minori” che hanno comunque saputo donarci opere uniche ed innovative
Sabato 26 novembre
ROMOLO LIVERANI IN CITTA'.
  • Ritrovo
    Pro Loco, Voltone Molinella

  • 48018 Faenza RA
  • ore 15.00
Tra residenze private e luoghi misconosciuti.
Si ringraziano le proprietà per la g.c.

* € 5 / € 3 soci Pro Loco

La visita sarà dedicata a Romolo Liverani in città, dopo l’anticipazione di Villa Rotonda tenutasi ad inizio ottobre, Ricorrono infatti quest’anno i 150 anni dalla morte del grande scenografo e decoratore faentino, tanto dotato artisticamente quanto sfortunato umanamente e soprattutto economicamente tant’è che nonostante la sfolgorante carriera nei teatri di mezza Italia, concluse la sua vita nella più totale indigenza.

Pittore “romanticamente estroso” come recita la lapide funeraria nella sua modesta tomba all’Osservanza, Liverani era figlio d’arte – il padre, Gaspare, era macchinista del Teatro Masini – e, nel 1824, a soli 15 anni, era già acclamato come brillante, precocissimo scenografo nei teatri di Faenza, Ravenna, Lugo e Senigallia.
Con il fratello maggiore Antonio, più organizzato da un punto di vista imprenditoriale anche se meno fantasioso, approntò una sorta di “bottega itinerante” che ripercorse in qualche modo i fasti di quella di Felice Giani di mezzo secolo prima, decorando soffitti e pareti di dimore urbane o di ville, di chiese e di palazzi, sempre con occhio “da scenografo” capacissimo di enfatizzare, dilatare, inquadrare, in senso teatrale, certi dettagli.

La visita non potrà esaminare il lavoro strettamente professionale di Liverani – peraltro in passate occasioni ci si è soffermati sui suoi fondali prospettici dipinti per il teatro interno dell’Istituto “Emiliani” di Fognano, su quelli per il teatrino di Villa Gessi a Sarna ora conservati nell’atrio del Masini e peraltro il grande telerio da “Venerdì Santo” per la chiesa di Santa Maria dell’Angelo verrà esposto a cura del Museo Diocesano già dal prossimo marzo – ma andrà in luoghi privati cittadini dove comunque emerge l’estro lirico di Liverani che non è mai pittore fine a se stesso, o documentario, o di pura “veduta”, ma sempre con il cuore e l’occhio dello scenografo.

In particolare, grazie alla cortesia dei rispettivi proprietari, Pro Loco accompagnerà in uno scalone monumentale decorato a tempera sulle pareti con paesaggi di Faenza e degli immediati dintorni, in una casa d’abitazione dove risplende l’atrio, dipinto fino all’ultimo centimetro da Romolo con un collaboratore (probabilmente Adriano Baldini) che aggiunse composizioni di fiori a mo’ di natura morta e infine in uno studio di architettura con decorazioni a grottesche attribuibili al fratello Antonio e riquadri paesaggistici, invece, squisitamente suoi.

Si ringraziano i proprietari e il Comune di Faenza per la cortese concessione all’accesso.
Sabato 19 novembre
DUE RINNOVATI AMBIENTI DECORATI DA FELICE GIANI.
  • Ritrovo
    Pro Loco, Voltone Molinella

  • 48018 Faenza RA
  • ore 15.00
Il Gabinetto d'Astronomia a Palazzo Laderchi e alcuni ambienti privati a Palazzo Tassinari.
In collaborazione con il Gruppo Municipale del Niballo-Palio di Faenza.
Si ringrazia la proprietà per la g.c.

* € 5 / € 3 soci Pro Loco

La visita guidata sarà dedicata a Felice Giani (morto nel 1823 e di cui quindi sta per ricorrere il 200° anniversario), il più celebre e seducente decoratore di soffitti faentini. Chiamare Giani “decoratore di soffitti” è riduttivo, perché è stato artista a tutto tondo, pittore, disegnatore e oggi diremmo anche designer, tuttavia in questa visita si vedranno appunto degli interni decorati, a Casa Guiducci e a Palazzo Laderchi.

La prima si trova in Corso Mazzini di fronte allo sbocco di via Pistocchi e la semplice facciata, recentemente ristrutturata, non lascia presagire il trionfo di bellezza celato nell’appartamento nobile. Quest’ultimo è sempre stato chiamato “Tassinari”, ma recenti ricerche, rese note su “Faenza, l’Età Neoclassica” del 2013, hanno appurato che il primo proprietario fu il conte Guiducci il quale incaricò Giani e bottega di decorare le stanze in occasione delle proprie nozze, nel 1801, in piena età giacobina.

Per la coppia di sposi, forse su precise indicazioni del committente, Giani realizzò uno dei cicli decorativi più raffinati ed eleganti dell’intera città. In particolare spicca la stanza con il Trionfo di Venere ove la dea è rappresentata su un cocchio trainato da colombe e preceduto da Eros bambino, sopra un letto di nuvole e su uno sfondo ove sembra di intravvedere il verde del mare. Altre tre stanze permettono di apprezzare la disinvolta, piacevolissima pittura di Giani, qui in collaborazione anche con un altro grande pittore faentino, Pietro Piani, autore di quattro insolite nature morte alle pareti, con foglie di vite, frutta e fiori su fondo nero.

Ci si porterà poi al ben noto Palazzo Laderchi, con la Galleria delle Feste (oggi parte del Museo del Risorgimento) decorata da Giani nel 1794 e con l’appartamento da scapolo di Achille Laderchi compiuto invece nel 1796 dopo l’intervento dell’architetto Giannantonio Antolini. Nel primo caso si vedrà la meravigliosa “favola di Amore e Psiche”, tratta dall’Asino d’Oro di Apuleio ma reinterpretata da Giani con assoluta libertà e resa con grande spigliatezza. Nel secondo si accederà alle tre stanze che gravitano attorno al Gabinetto d’Astronomia, il quale condensa concetti astronomici e astrologici (ci sono le rappresentazioni dei pianeti allora noti, dei segni dello zodiaco, delle stagioni e degli equinozi e solstizi, più i ritratti di Galileo, Keplero, Tycho Brahe e Copernico) unendoli a più sottili citazioni massoniche ed esoteriche. In entrambi i casi oltre alle pitture di Giani ci sono gli stucchi del riminese Antonio Trentanove.
Sabato 12 novembre
FOLIAGE NEI DINTORNI DI TEBANO.
  • Ritrovo
    mezzi propri, parcheggio centro comm.le Cappuccini Via Canalgrande

  • 48018 Faenza RA
  • ore 14.30
In collaborazione con l'Associazione Amici del fiume Senio.

* € 5 / € 3 soci Pro Loco

VISITE GUIDATE DAL CENTRO MUSEALE ALLA CITTA’

SABATO 12 NOVEMBRE 2022, ore 14.30

FOLIAGE NEI DINTORNI DI TEBANO.
In collaborazione con gli Amici del fiume Senio

Altro che Canada! Per il foliage – termine nuovo ma che designa un’attività sempre esistita, cioè la contemplazione dei colori autunnali – quest’anno venite a Tebano con la Pro Loco Faenza! Sabato 12 novembre dalle 14.30 in poi si svolgerà la passeggiata alla ricerca di aceri rossi e gialli in collaborazione con l’associazione “Amici del fiume Senio”.

In realtà, come tutti sanno, bellissime tinte sono anche e soprattutto nelle piante coltivate nelle nostre campagne, come viti, caki, peri, meli, noci…
Si partirà a piedi dalla chiesa di Tebano e per carraie campestri piacevolissime si raggiungerà quella sorta di piccolo valico in zona Monte Coralli dove si volterà per via Vernelli. Meta sarà il castagneto più a bassa quota dell’intera Romagna, quello “della Stenta”, incastonato in un valloncello fresco esposto verso nord e con terreno derivato dalle “sabbie gialle”, adatte appunto ai castagni.

Il giallo-bruno dei castagni si alterna qui con il viola dei sorbi e dei nespoli, piantati in antico per i frutti commestibili. Giro di boa sarà presso una vicina casa dove si ammireranno i giuggioli, tipici dell’ambiente rurale romagnolo e che adesso sfoggiano un giallo particolarmente acceso e infine un colossale pioppo.

Al ritorno, con le ultime luci del tramonto, si devierà per la vicina “diga steccaia”, sul Senio, dove accanto alla rarità tipologica del manufatto gli occhi godranno dell’ultimo spettacolo dei salici arancioni.

Il percorso è interamente pedonale, fuori dall’asfalto, è lungo pochi chilometri e aperto a tutti. Salvo un po’ di salita non ci sono difficoltà, ma è richiesto un abbigliamento comodo, da passeggiata, e scarponcini o comunque calzature “da campagna”.
Sabato 05 novembre
ILCAMPANILE DI SANTA MARIA VECCHIA.
  • Ritrovo
    Piazza Santa Maria Foris Portam

  • 48018 Faenza RA
  • ore 15.00
Un concerto dei campanari.
In collaborazione con l'Unione Campanari Bolognesi-Gruppo di Faenza.

* € 5 / € 3 soci Pro Loco

Sarà il meraviglioso campanile di Santa Maria Vecchia (o “ad Nives”, o “Foris Portam”) la meta della visita guidata.

Costruito fra X e XI secolo, alto 40 metri, esso presenta ancora tutti i caratteri architettonici originari, con la precisazione che la sommità venne restaurata dopo i danni bellici del 1944. Costituisce ancora il più importante e meglio conservato monumento medievale di Faenza. Particolarmente suggestiva la salita, lungo la scala a chiocciola che circonda “l’anima” interna, che è cilindrica mentre “l’involucro” esterno è ottagonale.

In cima, oltre allo straordinario panorama sulla città e sulle colline, si potrà godere di un concerto dei campanari del Gruppo di Faenza appartenente all’Associazione Unione Campanari Bolognesi.
Fondata nel 1912 e avente sede nel campanile della Basilica di San Petronio, l’associazione si prefigge lo scopo di mantenere la tradizione del suono dal vivo, manuale, delle campane in tutto il territorio regionale.
In questo caso si tratta di un’esperienza particolarmente emozionante, “arricchita” anche dalla ben percepibile oscillazione del campanile stesso e dal potentissimo suono dei bronzi (naturalmente ovatta proteggi-timpani verrà distribuita a tutti i partecipanti).
Sabato 29 ottobre
PALAZZO DEL PODESTA' E PALAZZO COMUNALE.
  • Ritrovo
    Pro Loco, Voltone Molinella

  • 48018 Faenza RA
  • ore 15.00
Le due sedi storiche del potere civile.

* € 5 / € 3 soci Pro Loco

Entrambi gli edifici sono di origine medievale, ma più antico è il Palazzo del Podestà che, pur con le numerose ristrutturazioni e spesso anche alterazioni, costituisce ancora un prezioso esempio di architettura romanica e fra i primissimi palazzi pubblici italiani visto che il corpo di fabbrica primitivo risale al XII secolo.
Il Podestà era un magistrato con funzioni di controllo della macchina comunale, in pratica un uomo di legge ma anche d’arme visto doveva amministrare la giustizia e pacificare le varie fazioni cittadine ma a lui era affidato anche l’esercito. Proveniva sempre da fuori per ragioni ovvie (non doveva esser partecipe di rivalità interne ma neppure di simpatie), aveva mandati brevi e il suo operato era soggetto a giudizio e solo in caso che quest’ultimo fosse positivo veniva remunerato. A fianco del suo ufficio-residenza c’era il Salone dell’Arengo per le riunioni dei Maggiorenti e poi degli Anziani, una sorta di proto-Consiglio Comunale.
Dopo il 1509, con l’avvento dello Stato Pontificio, questo vastissimo ambiente (60 metri per 12!) ebbe una serie di usi impropri – gioco del pallone, teatro, magazzino, scuola, palestra – e subì diversi rifacimenti fino ai restauri del 1872-75 che produssero anch’essi parecchie manomissioni. Nel Novecento vennero aggiunti gli improbabili merli sommitali e soprattutto furono demoliti tutti gli edifici di servizio retrostanti con la creazione di quel grande vuoto che è l’odierna Piazza delle Erbe.
Resta tuttavia la potente grandiosità del Salone e il suggestivo affaccio su piazza del Popolo con la loggia settecentesca (che verrà percorsa da Pro Loco in passeggiata in entrambe le direzioni), copia speculare di quella antistante su Palazzo Manfredi.
Si passerà poi a quest’ultimo, per otto secoli sede del governo cittadino, da Palazzo del Capitano del Popolo a residenza dei Manfredi, poi dei locali amministratori pontifici fino all’attuale Comune. Si visteranno sale di rappresentanza e uffici, per apprezzare architetture spesso di notevole eleganza ma anche decorazioni e vere e proprie opere d’arte. Tutto questo poiché, come ben spiegato nella guida realizzata nel 2019 da Comune e Italia Nostra «la destinazione, l’uso e l’arredo degli ambienti sono necessariamente mutati nel corso dei secoli, tuttavia è ancora possibile seguire il filo della storia con un percorso cronologico… con l’auspicio che da questo luogo possa prender avvio qualsiasi narrazione e itinerario della città».
Sabato 22 ottobre
SAN CRISTOFORO E LE SUE ACQUE.
  • Ritrovo
    mezzi propri, parcheggio centro comm.le Cappuccini Via Canalgrande

  • 48018 Faenza RA
  • ore 15.00
La sorgente e la locanda con i suoi arredi.
Si ringrazia la proprietà per la g.c.

* € 5 / € 3 soci Pro Loco

Sarà non tanto e non solo una scampagnata: luogo di delizie e di svago, certo, ma anche pagina di storia faentina, la sorgente di San Cristoforo è quella di più antico utilizzo a fini terapeutici per l’intera Romagna. Anche tralasciando la prima citazione, effettivamente vaga, del 1289, risale al 1495, quindi all’epoca manfrediana, la scoperta delle “virtù curative” di queste acque, tecnicamente “fossili”, imprigionate nel sottosuolo, sigillate da terreni impermeabili (in questo caso argille) e venute alla luce in un dato momento mantenendo l’alto contenuto salino originario.
Ce lo spiega il medico faentino Mengo Bianchinelli in un trattato del 1513 dove le fonti sono accuratamente descritte e paragonate a quelle, già famose, di Montecatini e di Porretta. Il cerusico asserisce che queste acque sono una panacea per i mali di stomaco, fegato e reni. In seguito altri studiosi le citano, ma un’autentica riscoperta avviene nel 1761 quando il Borsieri, medico trentino trapiantato a Faenza, dà alle stampe un nuovo opuscolo in cui attribuisce alle acque proprietà medicamentose per una serie interminabile – e anche improbabile alla luce delle odierne conoscenze – di malattie, dal gozzo all’itterizia fino alla rabbia.

La stagione aurea per questa, come per altre acque termali italiane (con la differenza che quella di San Cristoforo è fredda), è collocabile nel Novecento, in particolare fra gli anni ’20 e ’30 quando il Comune di Faenza costruì serbatoi di raccolta, un chiosco in muratura e promosse imbottigliamento, smercio e soggiorni in loco. I “bevilacqua” potevano contare su una fermata del treno – e il casello esiste ancora – da cui con servizio di autobus oppure a piedi raggiungevano il luogo. A quell’epoca risale l’edificio-locanda, che potrà esser visitato anche internamente grazie alla cortesia della proprietà. Si potrà accedere anche all’ariosa terrazza con loggia al primo piano dove campeggiano tre pregevoli ceramiche a muro delle Fornaci Bubani con i ritratti di Borsieri, di Alberico Testi (primario dell’Ospedale e promotore di varie iniziative di valorizzazione della zona, inclusa la Colonia di Castel Raniero) e ovviamente del San Cristoforo che traghetta il Bambino.
Agli anni Sessanta risale invece l’antistante pista da scattinaggio, naturalmente usata più come balera e poi come ristorante all’aperto fino al 1989.

Recentemente riaperta in occasione del “Festival dei Calanchi” a cura del Museo Zauli, la locanda conserva la fascinosa atmosfera di decenni fa, con tutti gli arredi d’epoca; si potranno vedere anche due magnifiche tele dipinte da Giovanni Pini, con due paesaggi di anfiteatri calanchivi.
Il chiosco originario è stato restaurato cinque anni fa dal Comune, con rifacimento di uno dei mascheroni tardo-liberty in terracotta e sistemazione dell’area verde circostante. Il ripristino della sorgente in senso idraulico, invece, non è stato possibile.
Sabato 15 ottobre
IL SITO ARCHEOLOGICO DI RONTANA.
  • Ritrovo
    mezzi propri, parcheggio centro comm.le Cappuccini Via Canalgrande

  • 48018 Faenza RA
  • ore 14.30
Otto secoli di vita nel castello brisighellese.

* € 5 / € 3 soci Pro Loco

Sarà al sito archeologico di Rontana, sui Gessi di Brisighella, la prossima visita guidata Pro Loco Faenza, sabato 8 ottobre con partenza alle 14.30.
Da quindici anni, infatti, l’Università di Bologna conduce ricerche, coordinate dall’archeologo Enrico Cirelli, a quello che è stato per oltre otto secoli uno dei più importanti castelli della collina romagnola. Le ricerche hanno messo in luce imponenti strutture militari – in precedenza ignote, o meglio, si conosceva solo il rudere di torrione con pianta ogivale tuttora semisepolto dalla vegetazione – e anche civili, per un totale stimato di circa un centinaio di residenti, più i soldati in numero variabile a seconda delle necessità.

Fra le strutture civili si vedranno i resti di due fornaci, una per vetri e l’altra per il pane, di una forgia per i metalli e di un’area pubblica a destinazione commerciale, Ancor più spettacolare, nella radura sommitale proprio sotto la Croce, il complesso trecentesco dei “pozzi alla veneziana”, costituito da due cisterne per la raccolta dell’acqua (da tetti e pavimenti) e da altre due per la depurazione del liquido tramite sabbia. Il tutto alimentava un pozzo centrale da cui si attingeva con secchi, o brocche (una ventina di queste ultime, manfrediane, in maiolica faentina del XV secolo, sono state recuperate e le cinque più integre sono oggi esposte all’interno della Rocca di Brisighella). Fra le strutture militari si vedranno i resti dei torrioni, in blocchi di gesso sagomati e con contrafforti successivi (fine ’400) in laterizio ed un muro in mattoni, magnificamente conservato, sempre della seconda metà del ’400.

La vita del castello di Rontana è durata per oltre otto secoli perché dalle prime attestazioni sicure (tombe dell’VIII secolo) è arrivata fino al 1591 con la distruzione operata dalle truppe mercenarie bolognesi e ferraresi al soldo del cardinal legato Rivarola, di Ravenna, poiché il luogo era divenuto «rifugio di briganti» (così riferiscono le cronache d’epoca, scritte ovviamente dai vincitori).

Il sito è tuttora raggiungibile solo a piedi, con una camminata di circa 20-25 minuti (andata e ritorno) su sentieri, per cui si raccomanda abbigliamento comodo e pedule, o quantomeno scarpe da ginnastica.
Sabato 08 ottobre
IN GITA CON LA PRO LOCO
  • Ritrovo
    in pullman, Piazzale Pancrazi

  • 48018 Faenza RA
  • ore 14.30
Un viaggio nelle atmosfere della "Bassa Romagna" attraverso santuari e millenari campanili.

RISERVATA AI SOCI - quota di partecipazione € 5

SONO GIA' APERTE LE ISCRIZIONI!!!

La visita toccherà tre interessanti luoghi di culto, poco conosciuti e aperti alla Pro Loco per gentile concessione e disponibilità dei responsabili. Ci accompagnerà per l’occasione il Prof. Pietro Lenzini.
Prima tappa l’ORATORIO SETTECENTESCO DELLA BEATA VERGINE DI LORETO in Passogatto. Rilevante, oltre la storia secolare, è l’architettura barocca dell’edificio a croce greca con quattro cappelle ornate con pregevoli stucchi.
Si raggiungerà poi, in pullman e con una breve passeggiata a piedi, la CHIESA DELL’ARGININO INTITOLATA ALLA BEATA VERGINE DELLA CONSOLAZIONE. Costruita su un podere dei Conti Emaldi di Lugo e consacrata nel 1727, custodisce una targa devozionale in maiolica, di bottega faentina, ispirata al modello bizantino della Madonna Odighitria (Colei che indica la via).
Ultima meta la PIEVE DI SANTA MARIA IN FABRIAGO o di Campanile. Degno di nota è appunto il campanile: una torre cilindrica di architettura tipicamente ravennate, la cui costruzione è fatta risalire all’XI secolo.
Finalmente possiamo riprendere il tradizionale appuntamento “In Gita con la Pro Loco” e quindi … vi aspettiamo numerosi!
Sabato 01 ottobre
ROMOLO LIVERANI A VILLA ROTONDA
  • Ritrovo
    ore 14.30 in bici, Pro Loco,Voltone Molinella; ore 15 parcheggio di Villa Rotonda, Via Castel Raniero 4

  • 48018 Faenza RA
  • ore 15.00
Nel 150° dalla scomparsa del grande scenografo faentino.
Si ringrazia la proprietà per la g.c.

* € 5 / € 3 soci Pro Loco

Con «Romolo Liverani a Villa Rotonda» per ammirare la famosa residenza neoclassica di via Castel Raniero, soprattutto nei seminterrati che conservano pareti meravigliosamente e illusionisticamente dipinte dal grande scenografo faentino. «Liverani è scomparso esattamente centocinquant’anni fa dopo una vita interamente spesa per il teatro: morì in totale povertà perché gli importava l’arte molto più del denaro. Ci ha lasciato scenografie e disegni, ma anche decorazioni parietali come queste di Villa Rotonda che, come spesso nella sua opera, sono visionarie e risentono molto del clima romantico di metà ’800: paesaggi immaginari quindi, o meglio, trasfigurati, magari a partire da schizzi presi dal vero ma poi rielaborati in chiave teatrale, con il suo occhio da scenografo».
Sabato 10 settembre
“Filippo Monti e Ivo Sassi: l’amicizia di una vita tra ceramica e architettura”
  • Ritrovo
    via San Biagio Antico 20 (mezzi propri)

  • ore 16 *
Il “Giardino della scultura di Ivo Sassi”.

* 10,00 (comprende ticket ingresso, visita guidata, brindisi con vino Cantina San Biagio Vecchio)

Filippo Monti e Ivo Sassi sono stati due protagonisti di primaria importanza della scena culturale italiana degli ultimi cinquant’anni. Architetto il primo, ceramista il secondo, erano accomunati non solo da una indomita volontà di sperimentazione – che ha plasmato in maniera significativa la scena urbana di Faenza – ma anche da una profonda amicizia, nata per caso nel 1966. “Il giardino della scultura” di Ivo Sassi, situato sulle prime colline faentine, rappresenta uno straordinario sunto di questo loro sodalizio umano e professionale. Qui, infatti, si possono ammirare sia l’edificio realizzato da Monti, sia le opere di ceramica di Sassi. Il progetto del primo, incredibilmente innovativo (e criticato da taluni proprio per la sua audacia), si rivela talmente rispettoso della natura, da riuscire a farla “entrare in casa” con soluzioni di estrema leggerezza e grande intuito. E se l’architettura riesce “mimetizzarsi” tra gli ulivi e le colline, la ceramica di Sassi – quella di grandi dimensioni: totem, steli, colonne – trova il proprio posto tra i pini e gli oleandri e completa l’opera intrapresa dall’amico.
Martedì 26 luglio
PALAZZO FERNIANI:
  • Ritrovo
    Via Navilgio 14

  • 48018 Faenza RA
  • ore 21
tutto in una notte.

Nell'ambito dei Martedì d'Estate.

E’ richiesto un contributo destinato a fini culturali di 3 euro
Prenotazione obbligatoria, posti limitati.

La Pro Loco vi invita alla visita di un raffinato monumento del Settecento faentino: Palazzo Ferniani, nel suo insieme architettonico e decorativo.
Progettato dall'architetto bolognese Alfonso Torreggiani (1682-1764) venne costruito dal faentino Giovan Battista Boschi (1702-1780 ca.).
Grazie alla disponibilità di singoli privati, che qui ringraziamo pubblicamente, la Pro Loco potrà accedere ad interessanti ambienti perfettamente conservati nei quali ammirare apparati pittorici, scultorei, ceramici di notevole caratura.
Martedì 19 luglio
UNO STUDIO DI ARCHITETTURA, UN GIARDINO E UN VECCHIO TEATRO:
  • Ritrovo
    Pro Loco, Voltone Molinella

  • 48018 Faenza RA
  • ore 21
dai soffitti decorati ai graticci del cinema Sarti.

Nell'ambito dei Martedì d'Estate.

E’ richiesto un contributo destinato a fini culturali di 3 euro
Prenotazione obbligatoria, posti limitati.

Si inizierà appunto con lo studio degli architetti Grazia Ghetti e Corrado Venturini, in Corso Mazzini di fronte a Palazzo Gessi. Sarà l’occasione per apprezzare due soffitti decorati secondo la tradizione neoclassica faentina del primo Ottocento poiché il palazzo ha mantenuto gli ambienti originali. Si tratta di due lavori tipicamente “gianeschi”, cioè non direttamente realizzati da Felice Giani (1758-1823), ma da lui ispirati e a lui idealmente riconducibili perché il visionario artista di San Sebastiano Curone (oggi in Piemonte, allora satellite di Genova) creò una vera e propria scuola faentina, con infiniti tentativi di imitazione o comunque di riproposizione dei suoi modelli iconografici fatti di scene mitologiche in un riquadro centrale circondato da grottesche “neo-cinquecentesche”. Si visiterà anche il piccolo ma prezioso giardino interno, con felci, calicanto, camelie, glicine e gelsomini.

Ci si sposterà poi di qualche centinaio di metri fino a raggiungere, in via Scaletta, il conosciutissimo Cinema Sarti. Passando per la sala cinematografica si accederà al retro-palco, da tempo adibito a sgombraroba ma che ha mantenuto l’architettura, gli arredi e l’aspetto dell’originario teatro realizzato dal geniale, bizzarro architetto Vincenzo Pritelli nel 1907. Nato come luogo per gli spettacoli e per gli intrattenimenti dell’associazione cattolica “Torricelli”, il Sarti esprimeva in piccolo le forme e le funzioni del ben celebrato Teatro Masini. Alla fine degli anni Venti fu convertito in cinematografo, “tagliando” il palcoscenico con un diaframma che oggi è un muro ignifugo a norma di legge, ma dietro al quale venne appunto conservato il vecchio palcoscenico ligneo con scale, ballatoi e un graticcio sommitale, tutti simili a quelli del “Masini”.

Una visita di scoperta, quindi, di luoghi di norma non accessibili e che conservano il fascino di una Faenza nascosta.
Martedì 12 luglio
IL MUST Museo del Settore Territorio:
  • Ritrovo
    Via Zanelli 8

  • 48018 Faenza RA
  • ore 21
dipinti, sculture, arredi del contemporaneo
in un luogo di lavoro, ma anche di contemplazione.

Nell'ambito dei Martedì d'Estate.

E’ richiesto un contributo destinato a fini culturali di 3 euro
Prenotazione obbligatoria, posti limitati.

Il palazzo ottocentesco ove si trova questa singolare raccolta d’arte nacque come sede bancaria, ma, divenuta sede di uffici comunali legati all’edilizia, ha cominciato dal 1997, per iniziativa dell’architetto Ennio Nonni, ad ospitare interventi appositi, molto eterogenei – si va dai soffitti decorati alle ceramiche, alle sculture, fino ai dipinti su tela o su muro o su legno – accomunati dalla volontà di creare un luogo di bellezza e di contemplazione con il molteplice obbiettivo di render più gratificante il lavoro quotidiano degli impiegati e di creare un vero e proprio percorso artistico per i visitatori.

Ad oggi sono oltre sessanta gli interventi realizzati e si va dagli ironici prosciutti in ceramica di Franco Morini appesi sotto il loggiato del giardino interno fino ai commoventi collages con materiali poveri (carte vecchie, cartoni, materiali riciclati) di Giovanni Pini, passando per le ceramiche di Domenico Matteucci, per le installazioni con legni naturali e “selvaggi” di Oscar Dominguez, fino alle visionarie realizzazioni pittoriche di Mauro Andrea o di Pietro Lenzini.

Una visita al Must rappresenta un’esperienza unica, con la possibilità di apprezzare un pezzo di storia umana, ancor prima che artistica, faentina. Il percorso si snoda fra scaloni, uffici, il citato giardino interno, le cantine, atri e corridoi.
Martedì 05 luglio
LA PINACOTECA DI FAENZA:
  • Ritrovo
    Via Santa Maria dell'Angelo 9

  • 48018 Faenza RA
  • ore 21
il più antico museo della città con pittura e scultura dal Medioevo a oggi.

Nell'ambito dei Martedì d'Estate.


E’ richiesto un contributo destinato a fini culturali di 6 euro (incluso costo d’ingresso).
Prenotazione obbligatoria, posti limitati.

La Pinacoteca Comunale, il più antico museo della città, ha la sua sede nei locali dell’ex collegio dei Gesuiti. Comprende, oltre alla primitiva collezione di stampe, disegni, gessi e dipinti di Giuseppe Zauli, fondatore della Scuola di Disegno, il patrimonio artistico confiscato alle chiese e alle confraternite nel periodo napoleonico e postunitario, cui si aggiunsero negli anni moltissime opere d’arte di proprietà delle Opere Pie e di Banche, e donazioni talora molto importanti di privati, insieme ad acquisti presso antiquari, mirati ad arricchire la collezione e a impedirne la dispersione e la vendita all’estero.

Recentemente è stato allestito il nuovo percorso espositivo (inaugurato l’11 dicembre 2021), che segue un criterio cronologico e arriva al Novecento e al cenacolo baccariniano. Le opere esposte sono lo specchio fedele della storia “di una città che è stata capitale artistica, che ha dialogato con altre capitali”.
I nomi degli autori sono di tutto rispetto: si va dall’anonimo (cioè non identificato da un punto di vista anagrafico) “Maestro dei crocefissi blu”, fino ad Auguste Rodin, De Chirico, Morandi e De Pisis, passando per il fiorentino Biagio d’Antonio, Donatello e allievi, il Maestro della Pala Bertoni, Giovan Battista Bertucci ed Elisabetta Sirani.
Da qui la scelta di prendere in esame i vari momenti per rendere più chiari i passaggi culturali sottesi alle opere d’arte.
Giovedì 16 giugno
"PASSEGGIANDO ALLA LUCE DEL TRAMONTO"
  • Ritrovo
    Pro Loco, Voltone Molinella 2

  • 48018 Faenza RA
  • ore 20
Giardini, angoli e scorci di una Faenza che non ti aspetti:
VILLA “IL PRATO”
Un sogno neoclassico nella campagna bagnata dal Lamone

* € 3,00


La neoclassica villa “Il Prato” è meta della prossima visita guidata della Pro Loco Faenza, giovedì 16 giugno, con ritrovo alle 20 presso la sede Pro Loco (a piedi, per “passeggiando alla luce del tramonto”).

L’edificio, storica dimora dei Laderchi, famiglia faentina tra le più gloriose in età napoleonica e risorgimentale, si trova al termine della stradina laterale che si stacca da Via San Martino subito a fianco del Ponte “verde” sul Marzeno; siamo quindi a due passi dalla città ma in ambiente di campagna ancora magnificamente conservata, tra frutteti, campi ed orti, e a mezza via tra gli argini erbosi dell’«isola» del Lamone e le primissime ondulazioni collinari. Si arriverà alla villa camminando (mezz’ora circa dalla sede Pro Loco) sull’argine di destra idrografica del Lamone dal Ponte delle Grazie fino appunto alla confluenza del Marzeno nel Lamone.

La villa, visitabile grazie alla cortesia della famiglia Mammini che ne è proprietaria da oltre mezzo secolo, si presenta con linee neoclassiche semplici, impreziosite tuttavia da bassorilievi in terracotta eseguiti dai Ballanti Graziani su disegni di Felice Giani oggi conservati in Biblioteca Comunale a Forlì e che rappresentano divinità pagane, scene di lavori agricoli, di caccia (celebre quella con Saturno e il cinghiale) e di feste campestri. Il terreno fu acquistato da Achille Laderchi nel 1797, stesso anno dell’arrivo a Faenza dei francesi e della ventata rivoluzionaria di cui Laderchi era simpatizzante. Egli stesso progettò un parco giardino-bosco contenente simboli allusivi agli ideali di uguaglianza, libertà e fratellanza; quest’area verde, per ragioni sconosciute, non fu mai realizzata (ne resta solo il disegno presso la Biblioteca Manfrediana a Faenza), al contrario dell’edificio, per il quale i Laderchi si rivolsero all’architetto Giovanni Antonio Antolini, anch’egli filo-giacobino, massone e progressista, ben noto a Faenza per l’impresa di Palazzo Milzetti e che appena un anno dopo applicherà i concetti paesaggistici de «Il Prato» nella Villa Rotonda di Castel Raniero, non a caso sempre dei Laderchi. Verso il 1830-40 la Villa Il Prato venne terminata da un altro architetto, non identificato ma di scuola riconducibile a Pietro Tomba.

Se l’ambiente interno più notevole resta la sala centrale ad ottagono (secondo una geometria tipica delle allegorie massoniche e più volte adottata dall’Antolini) che ancora conserva gli arredi originari, molto interessanti sono anche le altre stanze, con soffitti decorati, tutte sapientemente restaurate dalla famiglia Mammini. Inoltre una saletta mostra sulle pareti alcune tempere di Romolo Liverani con vedute scenografiche, in parte realistiche faentine e in parte visionarie.

Giovedì 09 giugno
"PASSEGGIANDO ALLA LUCE DEL TRAMONTO"
  • Ritrovo
    Pro Loco, Voltone Molinella 2

  • 48018 Faenza RA
  • ore 20
Giardini, angoli e scorci di una Faenza che non ti aspetti.

* € 3,00

Avrà una doppia meta la “Passeggiata alla luce del tramonto” organizzata da Pro Loco Faenza per la sera (dalle 20 in poi) di giovedì prossimo, 9 giugno. Le “passeggiate” del giovedì costituiscono una sorta di appendice delle visite guidate del sabato pomeriggio ed hanno un po’ lo stesso spirito, cioè di scoperta di luoghi insoliti, con motivi di interesse culturale o naturale o paesaggistico.

A piedi ci si recherà prima in via Batticuccolo per vedere lo studio di un pittore faentino, Paolo Liverani, recentemente scomparso ma le cui opere sono tuttora in loco. Paolo Liverani, insegnante di lettere e filosofo, iniziò a dipingere negli anni Quaranta dopo la frequentazione della Scuola comunale di Disegno diretta da Francesco Nonni, maestro con il quale mantenne poi sempre frequenti rapporti, assieme a Guerrino Tramonti ed Ivo Sassi. Partito da soggetti figurativi quali paesaggi o ritratti stilizzati, Liverani virò poi verso l’astrazione approdando infine anche ad una vera e propria pittura informale fatta di colori puri e sgargianti. A Faenza espose nel 1997 alla Galleria Forum e due volte alla Molinella con presentazioni di Marilena Pasquali, già direttrice del Museo Morandi di Bologna e di Gian Ruggero Manzoni, critico d’arte che era stato allievo di Liverani alle scuole medie di Lugo.

In seconda battuta ci si sposterà nel vicino Stradone per visitare un incantevole giardino privato incastonato nel terrapieno sopra le mura manfrediane, ai piedi della grande chiesa di Santa Maria Vecchia e del relativo campanile. Lecci e pini, una sequoia e diversi aceri campestri ombreggiano il prato e le aiuole dove crescono gelsomini e pervinche, gerani e glicini. Il giardino si prolunga in quella che anticamente era una strada in terra battuta sopramura e che arrivava dietro la chiesa di San Rocco. Tale strada fu soppressa nei primi anni Cinquanta e venduta “a lotti” dal Comune ai rispettivi frontisti. Dopo un periodo di abbandono i proprietari (alla cui squisita disponibilità si deve la possibilità di questa visita) hanno recuperato il loro tratto, ricavando un magnifico pergolato di rose da quello che era un incolto di rovi e vitalbe. Si può così tornare ad ammirare anche uno scorcio di una vecchia Faenza che credevamo scomparsa.
Sabato 04 giugno
Visita guidata al Cimitero Storico Monumentale di Faenza
  • Ritrovo
    ingresso Ciimitero in Viale Marconi

  • 48018 Faenza RA
  • ore 15.30
in collaborazione con il Comune di Faenza; iniziativa promossa in adesione alla settimana Europea dei Cimiteri Storico-Monumentali, organizzata da A.S.C.E.

Partecipazione gratuita.
Domenica 22 maggio
L’ OASI DELLE CICOGNE e di tanti altri animali.
  • Ritrovo
    Via Convertite 7

  • Faenza
  • ore 10
Nel periodo della schiusa delle uova.
(per chi desidera, possibilità di pranzo al sacco sul posto).

offerta libera al centro Oasi delle Cicogne– Centro didattico C.Gulmanelli.

Faenza è città d’arte e…un’oasi per le cicogne. Pro Loco Faenza in collaborazione con l’Associazione “Amici delle Cicogne” propone domenica 22 maggio una visita guidata per scoprire la storia e momenti di vita di questi volatili che spesso vediamo nel cielo della nostra città.
La cicogna, protagonista da sempre di fiabe e leggende, compie ogni anno un viaggio tra il luogo di riproduzione e quello di svernamento. Durante la stagione riproduttiva (marzo-maggio), cerca zone soleggiate con strutture adeguate (alti alberi, tralicci, cornicioni, camini e tetti) su cui costruire i nidi dove la coppia (fedele a volte per tutta la vita) potrà accudire le uova, attendere la schiusa, la nascita dei pulli (i piccoli di cicogna) che accudiranno e nutriranno finché non diventeranno indipendenti. Il loro viaggio riprenderà poi a fine estate.
A Faenza, la storia delle Cicogne comincia negli anni ’50 dal progetto voluto ed iniziato dal Cavaliere del Lavoro Roberto Bucci che mirava a creare un primo nucleo di cicogne indipendenti che avrebbe attirato altre cicogne di passaggio. L’intensa attività svolta per anni “sul campo” dal faentino Carlo Gulmanelli ha poi consentito l’attuazione del progetto oggi proseguito dall’Associazione.
I volontari con passione, tempo, competenza ed energia operano quotidianamente per mantenere l’oasi un luogo ideale di vita per gli esemplari divenuti “residenti” e per accogliere le cicogne selvatiche migratorie attraverso la manutenzione delle piattaforme nido, la messa a disposizione di nutrimento e la cura degli esemplari in difficoltà.
Il Presidente dell’Associazione Sergio Montanari e gli altri Volontari ci accompagneranno in questo viaggio che porterà il nostro sguardo verso il cielo per ammirare il volo delle cicogne impegnate nella cura dei 6 nidi ad oggi attivi all’interno dei quali, in queste settimane, si stanno schiudendo le uova.
Sabato 14 maggio
IN BICI ALLA SILETTA.
  • Ritrovo
    Pro Loco, Voltone Molinella 2, IN BICI

  • 48018 Faenza RA
  • ore 14,30 *
Una villa e un oratorio di fine ‘700 nella campagna verso San Biagio.

* € 5 / € 3 soci Pro Loco

Sarà in bici e avrà per mèta una tra le più belle ville della campagna faentina la prossima visita guidata della Pro Loco, sabato 14 maggio (ritrovo alle 14.30 sotto il Voltone Molinella). Si tratta della Villa Siletta, in via Banaffa, parrocchia di San Biagio. La visita è possibile per la gentilissima disponibilità dei proprietari che rendono accessibile villa, giardino e il magnifico oratorio, tutto risalente a fine ’700.

L’edificio venne costruito nel 1790 da Gioacchino Tomba (soprannominato appunto e’ Silet), architetto figlio di quel Pietro Tomba senior che aveva dato origine ad una vera e propria dinastia di costruttori protrattasi per tre generazioni fino a Pietro Tomba junior che caratterizzerà tutto il primo Ottocento faentino e che qui, sedicenne, probabilmente ha dato un contributo progettuale nelle geniali soluzioni architettoniche dell’interno dell’oratorio stesso.

Gioacchino si era fatto strada come costruttore, aveva raggiunto anche soddisfacenti gratificazioni economiche e desiderava una residenza di campagna che rappresentasse bene il nuovo stato sociale raggiunto. Per questo concepì una notevole monumentalità nella villa, ad esempio con il disinvolto uso di colonne ed archi, e nel limitrofo oratorio che, sia pur nelle piccole dimensioni, si presenta elegantissimo. In quest’ultimo l’architetto reimpiegò anche un raffinato bassorilievo marmoreo del primo Cinquecento, acquistato da qualche antiquario oppure prelevato da uno dei numerosi cantieri di chiese da lui seguiti. L’opera non è datata né firmata ma è stata analizzata da diversi studiosi che ne hanno sempre sottolineato l’elevata qualità, attribuendola ad un maestro di primo piano di area probabilmente veneta; le ultime ipotesi indirizzano verso Tullio Lombardo, notevolissimo scultore veneziano ma attivo in Romagna per diverse opere fra cui basta citare il “Guidarello” della Pinacoteca di Ravenna del 1525.

L’oratorio presenta, oltre al pregio architettonico naturalmente, anche un’altra notevole opera, cioè la tela con la Nascita della Vergine, anch’essa non firmata ma recentemente attribuita da Anna Tambini al faentino Pasquale Tomba, peraltro parente di Gioacchino.
Sabato 07 maggio
LA COLLEZIONE FERNIANI.
  • Ritrovo
    parcheggio della Villa in via Firenze (MEZZI PROPRI)

  • ore 14.30 *visita alla collezione e ore 15.30 passeggiata guidata
Ceramiche dal ‘600 all’800 nell’omonima villa. Poi salita nel bosco-parco fino a Villa Orestina.

In occasione di “Musica nelle aie”


* € 10 / € 7 soci Pro Loco, visita alla collezione+passeggiata
Per chi volesse effettuare SOLO la passeggiata guidata:
ritrovo IN BICI alla Pro Loco ore 15
* € 5 /€ 3 soci Pro Loco, passeggiata

Ottava visita guidata di primavera per la Pro Loco Faenza. Si terrà sabato 7 maggio, nell’ambito e in occasione di “Musica nelle Aie” e avrà per meta prima la collezione di ceramiche Ferniani alla villa omonima, poi la passeggiata nel relativo parco e infine la salita alla Villa Orestina, su via Castel Raniero.

Di origini quattrocentesche su un presumibile, preesistente insediamento romano lungo la via per Firenze fra Faenza ed Errano, la Villa Ferniani, altrimenti detta “Le Case Grandi”, raggiunse l’attuale conformazione verso la fine del ‘700 per opera dei conti Ferniani che, come recita la lapide in facciata, avevano acquistato l’immobile nel 1635.

Al di là dell’architettura, comunque pregevole, il principale motivo di interesse è dato dalla prestigiosa raccolta di ceramiche della manifattura che i conti Ferniani avviarono a fine ‘600 e condussero con grande successo fino al termine dell’800. Si tratta di maioliche, terraglie, porcellane e terracotte invetriate che vanno dal barocco fino all’eclettismo e alla moda neo-robbiana degli ultimi decenni del XIX secolo.

Come noto, la villa si trova al centro di un grande parco che nel XIX secolo fu adeguato alla moda romantica del tempo e che annovera querce, lecci, cipressi, tigli, cedri, sequoie. Gli immediati dintorni dell’edificio furono dotati di servizi – scuderie, legnaie, magazzini, limonaie, ghiacciaie, il tutto sormontato da un parterre per prendere il fresco in estate – realizzati “alla rustica”, cioè con ciottoli di fiume e giustapponendo pezzature diverse fra loro, su modelli delle antiche ville rinascimentali medicee.

Un sentiero tuttora percorribile si arrampica nel bosco sulla collina per raggiungere la via Castel Raniero. La passeggiata terminerà quindi a Villa Orestina, ricostruita nel secondo dopoguerra dopo i danni del passaggio del fronte ripristinando l’aspetto dell’originale risalente a metà ’800. Anche il parco venne allora ripiantato dal proprietario Dino Bubani, conservando però quel poco rimasto del vecchio spazio verde: una quercia, qualche cipresso ed un vecchio esemplare di Phillirea latifolia sul laghetto che a sua volta veniva alimentato ingegnosamente derivando l’acqua dal vicinissimo fosso. Con un percorso leggermente diverso si tornerà infine a Villa Ferniani per riprendere le auto.
Sabato 30 aprile
TRA OLIVI, VITI, CALANCHI E ORCHIDEE.
  • Ritrovo
    parcheggio centro comm.le Cappuccini, Via Canalgrande (MEZZI PROPRI)

  • ore 15 *
Una scampagnata sulle colline di Brisighella.

* € 5 / € 3 soci Pro Loco

Si tratta ei un'insolita passeggiata collinare nell'ambito delle visite guidate di primavera.
In auto si raggiungerà Brisighella e si parcheggerà quasi in cima alla salita del Monticino, proprio sopra l'omonima ex cava divenuta recentemente Parco-Museo Geologico all'Aperto.
Da lì si prenderà, in direzione nord (verso Faenza quindi), una carraia campestre che presto diventa sentiero su panoramica cresta calanchiva punteggiata di ginestre e tamerici. Oltrepassato un tradizionale “capanno” ottocentesco nato come ricovero-attrezzi, si raggiungerà una casa recentemente restaurata dove il proprietario cura vigneto, oliveto, orto e giardino: nell'oliveto e nel vigneto sfalcia l'erba in maniera selezionata preservando tutte le orchidee selvatiche che adesso sono in fiore.
Naturalmente sarà anche l'occasione per godere del paesaggio brisighellese nell'inedito mondo delle argille plioceniche ribattezzate da Leonardo «azzurrigno terren di mare», sempre con la Vena del Gesso, in lontananza, sullo sfondo.

La camminata richiede circa 40 minuti fra andata e ritorno. Si consiglia abbigliamento comodo e in modo particolare scarponcini o pedule.
Sabato 23 aprile
IN BICI A MERLASCHIO.
  • Ritrovo
    Pro Loco, Voltone Molinella 2, IN BICI

  • 48018 Faenza RA
  • ore 14,30 *
Una chiesa del ‘700 e gli ultimi residui delle paludi di pianura, con i ranuncoli in fiore.

* € 5 / € 3 soci Pro Loco

Una scampagnata che ha per mèta la settecentesca chiesa di Merlaschio e i vicini “prati”. Questi ultimi costituiscono un caso pressoché unico in Romagna di terreni mai dissodati e adibiti piuttosto a “larghe” per scopi venatori. Per attirare ulteriormente gli uccelli c’era la storica presenza d’acqua, in parte naturale, di falda, e in parte raccolta artificialmente dai fossi limitrofi. La siccità degli ultimi anni ha penalizzato anche questa tipologia di paesaggio, che resta comunque riconoscibile.

La gita della Pro Loco sfrutterà la comoda pista ciclabile che fiancheggia il Naviglio in direzione Granarolo fino all’incrocio subito prima del ponte dell’autostrada dove si volterà a destra per le tranquille stradine che conducono a Mezzeno e poi a Merlaschio. Qui si vedrà la chiesa, di antiche origini ma ricostruita da Gianbattista Campidori nella seconda metà del ‘700. Oltre al pregio architettonico, la chiesa conserva la pala di Teodoro Vernocchi che raffigura la Natività della Vergine: la tela originale fu rubata una trentina d’anni fa e mai più ritrovata; quella attuale è una copia realizzata a mano, identica all’originale e inserita nella preziosa cornice marmorea che per fortuna non venne anch’essa trafugata.

Infine, per carraie campestri, si raggiungeranno i vicini prati. Non siamo in stagione venatoria e quindi sarà possibile visitare il luogo in tutta tranquillità, fra ranuncoli in fiore e voli di rondini.
Sabato 09 aprile
“MADDALENA. Il mistero e l’immagine”
  • Ritrovo
    Forlì, Musei di San Domenico (MEZZI PROPRI)

  • tutno 1^: ore 15.30 - turno 2^: ore 17.30
Mostra ai Musei di San Domenico a Forlì.

Posti limitati; quota di partecipazione da versare al momento della prenotazione OBBLIGATORIA: € 18,00 - Soci Pro Loco € 12,00 (La quota comprende il prezzo del biglietto, i diritti di prenotazione, la visita guidata).
Sabato 02 aprile
TUTTO SUL “VITTORIA”.
  • Ritrovo
    Pro Loco, Voltone Molinella 2

  • 48018 Faenza RA
  • ore 15,00 *
Le collezioni interne del maggior albergo faentino … e tanto altro.

* € 5 / € 3 soci Pro Loco

. Il “Vittoria” come tale aprì nel 1897, ma in precedenza l’edificio aveva ospitato l’Albergo “Canon d’Oro” (da cui il nome tuttora in uso nel vicoletto retrostante) fin dal 1865 e il “Firenze” fin dal 1887.
Il nome “Vittoria” gli venne assegnato per l’esito della Guerra d’Africa, in realtà una disfatta per l’Italia – basta citare Adua – ma fatta passare per vittoriosa in seguito agli accordi commerciali che ci fecero avere l’Eritrea. Nel 1905 l’ingegnere brisighellese Vincenzo Ferniani progettò una nuova facciata, sfrenatamente liberty secondo la moda dell’epoca; la versione definitiva (quella tuttora visibile) venne realizzata in maniera più sobria al fine di attutire il contrasto con il severo neoclassicismo dei palazzi circostanti. L’evento più noto avvenne nel 1909 quando il giovanissimo (21 anni) affrescatore Giovanni Guerrini venne incaricato di decorare il soffitto delle prime tre stanze al pian terreno. Guerrini era aggiornato sulle novità klimtiane e della Secessione Viennese in generale e aveva certamente avuto rapporti con Galileo Chini, venuto a Faenza per l’Esposizione Torricelliana del 1908. Si ipotizza anzi che Chini, già intriso di suggestioni orientaleggianti, avesse dato a Guerrini i cartoni con gli uccelli esotici da cui ricavare i meravigliosi disegni che compongono il soffitto. Lo stesso Guerrini dipinse anche i paesaggi – con i tre colli di Brisighella e il Cervino – di una stanza al piano superiore; altre due stanze degli ex palazzi Severoli e Cantoni, accorpati per la realizzazione dell’albergo, erano state decorate da Felice Giani e bottega nel primo Ottocento. In queste stanze “storiche” soggiornarono Gabriele d’Annunzio, Giosuè Carducci e il critico d’arte Ernst Gombrich.
La visita Pro Loco consentirà di vedere i lavori guerriniani al pian terreno, le tre stanze al piano se possibile, poi certamente le collezioni di ceramica allestite in varie sale: si tratta di pezzi di Castelli d’Abruzzo dagli anni Venti ai Cinquanta raccolti da Potito Randi, padre dell’attuale proprietario che ha ulteriormente arricchito le collezioni inserendo sculture di Carlo Zauli, Guerrino Tramonti, Leandro Lega. Una spettacolare “cascata” con ciotole, brocche, piatti di ceramisti faentini contemporanei è stata inoltre allestita nella tromba delle scale. Un soffitto anni Sessanta dell’architetto Filippo Monti completerà la visita.
Sabato 26 marzo
LA PINACOTECA DI FAENZA.
  • Ritrovo
    Via Santa Maria dell'Angelo 9

  • 48018 Faenza RA
  • ore 15,00 *
L'Iintero Medio Evo, in pittura e scultura.

* € 8 / € 6 soci Pro Loco (incluso biglietto d'ingresso)

La Pinacoteca Comunale, il più antico museo della città, ha la sua sede nei locali dell’ex collegio dei Gesuiti. Comprende, oltre alla primitiva collezione di stampe, disegni, gessi e dipinti di Giuseppe Zauli, fondatore della Scuola di Disegno, il patrimonio artistico confiscato alle chiese e alle confraternite nel periodo napoleonico e postunitario, cui si aggiunsero negli anni moltissime opere d’arte di proprietà delle Opere Pie e di Banche, e donazioni talora molto importanti di privati, insieme ad acquisti presso antiquari, mirati ad arricchire la collezione e a impedirne la dispersione e la vendita all’estero.
Recentemente è stato allestito il nuovo percorso espositivo (inaugurato l’11 dicembre 2021), che segue un criterio cronologico e arriva al Novecento e al cenacolo baccariniano. Le opere esposte sono lo specchio fedele della storia “di una città che è stata capitale artistica, che ha dialogato con altre capitali”.
Da qui la scelta di prendere in esame i vari momenti per rendere più chiari i passaggi culturali sottesi alle opere d’arte.
Sabato 19 marzo
IL COLLEGIO EMILIANI DI FOGNANO.
  • Ritrovo
    Fognano, Via Emiliani 54 (MEZZI PROPRI)

  • ore 14.30*
Un capolavoro di Pietro Tomba e di artisti faentini dell’Ottocento.

Visita riservata ai Soci Pro Loco

Il grande collegio “Emiliani” di Fognano, oltre alle dimensioni possiede pregi architettonici, storici e artistici.
L’edificio occupa da solo quasi la metà del centro storico di Fognano e risulta essere il più grande, nel suo genere, per l’intera Italia. Fu costruito fra il 1822 e il 1840 su progetto dell’architetto faentino Pietro Tomba, che si avvalse di diversi artisti sempre di Faenza, ad esempio i Ballanti-Graziani per gli stucchi e le numerose statue in scagliola. Il collegio entrò in funzione ancor prima della fine dei lavori e svolse soprattutto compiti scolastici ed educativi che furono all’avanguardia: esclusivamente femminile, introdusse materie fino ad allora sconosciute come lingue straniere, scienze naturali, danza, teatro.
Gestito oggi come allora dalle suore domenicane, conserva importanti dipinti dell’Ottocento ma anche del precedente monastero cinquecentesco, ceramiche di Pietro Melandri, un antico crocefisso ligneo a grandezza naturale, il coro sopraelevato un tempo riservato alle monache, due refettori e due magnifici chiostri.
Naturalmente, fulcro dell’enorme edificio è la chiesa, ove Pietro Tomba risolse il problema dell’illuminazione facendo “piovere” dall’alto la luce, con finestre a lunetta che si aprono sopra il livello dei tetti circostanti.
Si visiterà anche la vasta parte verde, che oltre ad orti e frutteti conserva l’originario “monticello” alberato a cedri, cipressi e arbusti sempreverdi.
Sabato 19 marzo
LE VISITE GUIDATE DELLA PRO LOCO - AVVIO DEL CALENDARIO DI PRIMAVERA
  • Ritrovo
    Pro Loco, Voltone Molinella 2

  • 48018 Faenza RA
  • dal 19 maggio 2022
Partiranno sabato 19 marzo le visite guidate di primavera della Pro Loco Faenza.
Il primo appuntamento, dedicato ai soli soci della nostra Associazione, è il grande collegio “Emiliani” di Fognano, che oltre alle dimensioni possiede pregi architettonici, storici e artistici.
Le visite, generalmente di sabato pomeriggio riguarderanno Faenza e il territorio circostante, dalla Pinacoteca Comunale con visita tematica sul Medio Evo fino ai giardini dei giovedì di giugno. Segnaliamo in particolar modo le due uscite in bici fuori porta: a Merlaschio, per la chiesa settecentesca e i vicini stagni con i ranuncoli in fiore, a Villa Siletta di San Biagio, con il parco ed uno spettacolare oratorio di Gioacchino Tomba. Saranno riproposte Villa Ferniani (parco e collezione di ceramiche) albergo Vittoria (dove vedremo anche le collezioni d’arte, in particolare due raccolte di ceramiche dagli anni Venti fino ai Cinquanta assieme a dipinti, sculture e oggetti d’arredo). Non potrà mancare la visita alla mostra su Maria Maddalena al Museo San Domenico di Forlì e una domenica mattina all'insegna dell'Oasi delle cicogne di Faenza. Una novità: una passeggiata sui calanchi di Brisighella avente per mèta una casa con oliveto e prato.
Vi aspettiamo!
Domenica 30 gennaio
ALLA SCOPERTA DEI LUOGHI-SIMBOLO DELLA PERSECUZIONE ANTI-EBRAICA
  • Ritrovo
    Pro Loco, Voltone Molinella 2

  • 48018 Faenza RA
  • ore 10,00 *
Nell’ambito delle celebrazioni del “Giorno della Memoria”

Si inizierà con il mirabile piatto in ceramica, recante numerosi simboli biblici, realizzato nel 1938 da Werner Jacobson, ebreo tedesco 22enne venuto apposta a Faenza per studiare alla Regia Scuola di Ceramica: quella che vediamo oggi è una fedele copia realizzata dal professor Rino Casadio e prestata nell’occasione alla Pro Loco.

Poi ci si sposterà al Museo Argylls Romagna Group, in via Castellani 25 che ha un apposito settore dedicato alla Soah, con reperti e apparati illustrativi.
Passando per luoghi evocativi del centro (l’ex casa del notaio Sciuto che nascose l’intera famiglia De Benedetti) si arriverà al Monastero delle Clarisse, in via della Croce, ove si visiterà la saletta-museo con gli effetti personali di Amalia Fleischer conservati fino ad oggi dalle suore. La Fleischer si era rifugiata proprio in questo monastero, ove insegnava lingue, e qui venne arrestata.

Penultima tappa al Tempietto della Memoria, sul lungofiume Amalia Fleischer e al vicino ponte costruito a tempo di record dalla Brigata Ebraica nei primi mesi del 1945.

E’ richiesto un contributo di 3 euro destinato a fini culturali.
Ritrovo alle ore 15, Pro Loco, Voltone Molinella
Prenotazione obbligatoria, posti limitati, green pass rafforzato, uso della mascherina.
Sabato 22 gennaio
ALLA SCOPERTA DEI LUOGHI-SIMBOLO DELLA PERSECUZIONE ANTI-EBRAICA
  • Ritrovo
    Pro Loco, Voltone Molinella 2,

  • 48018 Faenza RA
  • ore 15,00 *
Nell’ambito delle celebrazioni del “Giorno della Memoria”

Si inizierà con il mirabile piatto in ceramica, recante numerosi simboli biblici, realizzato nel 1938 da Werner Jacobson, ebreo tedesco 22enne venuto apposta a Faenza per studiare alla Regia Scuola di Ceramica: quella che vediamo oggi è una fedele copia realizzata dal professor Rino Casadio e prestata nell’occasione alla Pro Loco.

Poi ci si sposterà al Museo Argylls Romagna Group, in via Castellani 25 che ha un apposito settore dedicato alla Soah, con reperti e apparati illustrativi.
Passando per luoghi evocativi del centro (l’ex casa del notaio Sciuto che nascose l’intera famiglia De Benedetti) si arriverà al Monastero delle Clarisse, in via della Croce, ove si visiterà la saletta-museo con gli effetti personali di Amalia Fleischer conservati fino ad oggi dalle suore. La Fleischer si era rifugiata proprio in questo monastero, ove insegnava lingue, e qui venne arrestata.

Penultima tappa al Tempietto della Memoria, sul lungofiume Amalia Fleischer e al vicino ponte costruito a tempo di record dalla Brigata Ebraica nei primi mesi del 1945.

E’ richiesto un contributo di 3 euro destinato a fini culturali.
Ritrovo alle ore 15, Pro Loco, Voltone Molinella
Prenotazione obbligatoria, posti limitati, green pass rafforzato, uso della mascherina.
Giovedì 06 gennaio
VISITA GUIDATA AL RINNOVATO PERCORSO ESPOSITIVO DELLA PINACOTECA COMUNALE DI FAENZA
  • Ritrovo
    Via Santa Maria dell'Angelo 9

  • 48018 Faenza RA
  • ore 15.30
Dal Medio Evo del "Maestro dei Crocefissi Blu" fino al Novecento di Domenico Baccarini passando per Donatello, Biagio d'Antonio, Benedetto da Maiano, i Bertucci, ...

contributo visita g. € 3
Ingresso: € 3 / gratuito per i residenti nel comune di Faenza
Prenotazioni obbligatorie e posti limitati.
Info e prenotazioni: Pro Loco Faenza tel. 0546 25231 - info@prolocofaenza.it
Domenica 26 dicembre 2021
VISITA GUIDATA AL RINNOVATO PERCORSO ESPOSITIVO DELLA PINACOTECA COMUNALE DI FAENZA
  • Ritrovo
    Via Santa Maria dell'Angelo 9

  • 48018 Faenza RA
  • ore 10
Dal Medio Evo del "Maestro dei Crocefissi Blu" fino al Novecento di Domenico Baccarini passando per Donatello, Biagio d'Antonio, Benedetto da Maiano, i Bertucci, ...

contributo visita g. € 3
Ingresso: € 3 / gratuito per i residenti nel comune di Faenza
Prenotazioni obbligatorie e posti limitati.
Info e prenotazioni: Pro Loco Faenza tel. 0546 25231 - info@prolocofaenza.it
Sabato 18 dicembre 2021
"NON SOLO ALBERI DI NATALE"
  • Ritrovo
    Attenzione: Ritrovo in Via Marconi - parcheggio dell’Osservanza

  • 48018 Faenza RA
  • ore 15.00*
Giardini, segreti nel centro di Faenza
Nell'ambito dei "Giardini di Natale 2021"

* € 3

Ultima visita guidata della Pro Loco Faenza, sabato prossimo 18 dicembre alle 15, per il ciclo d’autunno 2021. Aderendo alla manifestazione “Giardini di Natale” dell’omonimo Servizio del Comune, che sabato scorso ha inaugurato ben ventiquattro “Giardini Divini” a tema dantesco, Pro Loco propone – collateralmente - visite a giardini privati o comunque inediti, tendenzialmente “nascosti”, di Faenza.

Stavolta si comincerà con la grande area verde in cui è letteralmente “annegato” il complesso residenziale “Santa Margherita”, in via Firenze fino all’angolo con via Bertoni. Si tratta di un’urbanizzazione molto significativa, realizzata dal 1964 al 1978 dall’architetto Filippo Monti che ebbe dai proprietari una totale libertà di manovra.
Monti concepì una sorta di isolato in cui dieci edifici per 22 unità abitative si dislocavano nel verde senza barriere e senza recinzioni - al massimo qualche siepe - in un dialogo fecondo con la campagna circostante (allora del tutto incontaminata e qui prevalentemente ad orti e a frutteti di caki), il vicino fiume e le colline di sfondo.
L’architetto mantenne alcuni alberi preesistenti – in particolare caki e pioppi neri – a cui affiancò soprattutto tigli, in un’affascinante composizione dove anche gli edifici sono spesso rivestiti con materiali naturali (si vedano ad esempio i marmi a fasce quasi a riecheggiare le chiese medievali toscane). Il disegno di Monti consente ancora oggi di effettuare una bella passeggiata interna a questo complesso, muovendosi tra “giardini in comune” senza soluzione di continuità tra di loro.

Si passerà poi ad un vicino giardino privato, del 1995, molto caratteristico per la sua “acquaticità”: è infatti caratterizzato da una vasca centrale dove piante (ninfee, carici, code di cavallo, ecc.) e animali (pesci rossi e gambusie cui si uniscono spontaneamente anche rane provenienti dal vicino fiume) convivono.
Attorno c’è una piacevolissima cornice di arbusti, soprattutto Cotoneaster, con ciclamini, rose ancora fiorite, pini mughi e ginepri, intercalati a ciottoloni di arenaria.
Entrambe le visite sono possibili per la cortesissima disponibilità dei proprietari che qui si coglie l’occasione di ringraziare.
Martedì 31 dicembre 2019
PRO LOCO FAENZA 2019
    Il programma delle attività e delle visite guidate 2019
    Lunedì 31 dicembre 2018
    PRO LOCO FAENZA 2018
      Il programma delle attività e delle visite guidate 2018
      Domenica 31 dicembre 2017
      PRO LOCO FAENZA 2017
        Il programma delle attività e delle visite guidate 2017