Pro Loco Faenza
Visite guidate

 

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L’organizzazione declina ogni responsabilità su eventuali infortuni o danni ai partecipanti.

In applicazione delle norme di emergenza Covi: posti limitati, prenotazioni obbligatorie, uso della mascherina, comportamenti adeguati.

*  I contributi  raccolti  saranno destinati dalla Pro Loco per i fini culturali a favore della città

Le visite sono condotte da Guide turistiche abilitate ed autorizzate dalla Regione Emilia Romagna

 Le prenotazioni sono obbligatorie e si accettano dal sabato della settimana precedente ogni visita.

Informazioni e prenotazioni:

PRO LOCO I.A.T. Voltone Molinella 2  

tel. 0546 25231

info@prolocofaenza.it    

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Visite guidate dal "Centro Museale" alla Città e non solo...
Martedì 05 luglio
MARTEDI’ D’ESTATE 2022: 5 – 12 – 19 – 26 luglio 2022
  • Ritrovo
    luoghi vari

  • 48018 Faenza RA
  • ore 21
Visite guidate “Alla scoperta di monumenti, musei,
curiosità e scorci che la nostra città ci offre”

* € 3,00

Prenotazione obbligatoria, posti limitati.



Visite guidate passate
Giovedì 16 giugno
"PASSEGGIANDO ALLA LUCE DEL TRAMONTO"
  • Ritrovo
    Pro Loco, Voltone Molinella 2

  • 48018 Faenza RA
  • ore 20
Giardini, angoli e scorci di una Faenza che non ti aspetti:
VILLA “IL PRATO”
Un sogno neoclassico nella campagna bagnata dal Lamone

* € 3,00


La neoclassica villa “Il Prato” è meta della prossima visita guidata della Pro Loco Faenza, giovedì 16 giugno, con ritrovo alle 20 presso la sede Pro Loco (a piedi, per “passeggiando alla luce del tramonto”).

L’edificio, storica dimora dei Laderchi, famiglia faentina tra le più gloriose in età napoleonica e risorgimentale, si trova al termine della stradina laterale che si stacca da Via San Martino subito a fianco del Ponte “verde” sul Marzeno; siamo quindi a due passi dalla città ma in ambiente di campagna ancora magnificamente conservata, tra frutteti, campi ed orti, e a mezza via tra gli argini erbosi dell’«isola» del Lamone e le primissime ondulazioni collinari. Si arriverà alla villa camminando (mezz’ora circa dalla sede Pro Loco) sull’argine di destra idrografica del Lamone dal Ponte delle Grazie fino appunto alla confluenza del Marzeno nel Lamone.

La villa, visitabile grazie alla cortesia della famiglia Mammini che ne è proprietaria da oltre mezzo secolo, si presenta con linee neoclassiche semplici, impreziosite tuttavia da bassorilievi in terracotta eseguiti dai Ballanti Graziani su disegni di Felice Giani oggi conservati in Biblioteca Comunale a Forlì e che rappresentano divinità pagane, scene di lavori agricoli, di caccia (celebre quella con Saturno e il cinghiale) e di feste campestri. Il terreno fu acquistato da Achille Laderchi nel 1797, stesso anno dell’arrivo a Faenza dei francesi e della ventata rivoluzionaria di cui Laderchi era simpatizzante. Egli stesso progettò un parco giardino-bosco contenente simboli allusivi agli ideali di uguaglianza, libertà e fratellanza; quest’area verde, per ragioni sconosciute, non fu mai realizzata (ne resta solo il disegno presso la Biblioteca Manfrediana a Faenza), al contrario dell’edificio, per il quale i Laderchi si rivolsero all’architetto Giovanni Antonio Antolini, anch’egli filo-giacobino, massone e progressista, ben noto a Faenza per l’impresa di Palazzo Milzetti e che appena un anno dopo applicherà i concetti paesaggistici de «Il Prato» nella Villa Rotonda di Castel Raniero, non a caso sempre dei Laderchi. Verso il 1830-40 la Villa Il Prato venne terminata da un altro architetto, non identificato ma di scuola riconducibile a Pietro Tomba.

Se l’ambiente interno più notevole resta la sala centrale ad ottagono (secondo una geometria tipica delle allegorie massoniche e più volte adottata dall’Antolini) che ancora conserva gli arredi originari, molto interessanti sono anche le altre stanze, con soffitti decorati, tutte sapientemente restaurate dalla famiglia Mammini. Inoltre una saletta mostra sulle pareti alcune tempere di Romolo Liverani con vedute scenografiche, in parte realistiche faentine e in parte visionarie.

Giovedì 09 giugno
"PASSEGGIANDO ALLA LUCE DEL TRAMONTO"
  • Ritrovo
    Pro Loco, Voltone Molinella 2

  • 48018 Faenza RA
  • ore 20
Giardini, angoli e scorci di una Faenza che non ti aspetti.

* € 3,00

Avrà una doppia meta la “Passeggiata alla luce del tramonto” organizzata da Pro Loco Faenza per la sera (dalle 20 in poi) di giovedì prossimo, 9 giugno. Le “passeggiate” del giovedì costituiscono una sorta di appendice delle visite guidate del sabato pomeriggio ed hanno un po’ lo stesso spirito, cioè di scoperta di luoghi insoliti, con motivi di interesse culturale o naturale o paesaggistico.

A piedi ci si recherà prima in via Batticuccolo per vedere lo studio di un pittore faentino, Paolo Liverani, recentemente scomparso ma le cui opere sono tuttora in loco. Paolo Liverani, insegnante di lettere e filosofo, iniziò a dipingere negli anni Quaranta dopo la frequentazione della Scuola comunale di Disegno diretta da Francesco Nonni, maestro con il quale mantenne poi sempre frequenti rapporti, assieme a Guerrino Tramonti ed Ivo Sassi. Partito da soggetti figurativi quali paesaggi o ritratti stilizzati, Liverani virò poi verso l’astrazione approdando infine anche ad una vera e propria pittura informale fatta di colori puri e sgargianti. A Faenza espose nel 1997 alla Galleria Forum e due volte alla Molinella con presentazioni di Marilena Pasquali, già direttrice del Museo Morandi di Bologna e di Gian Ruggero Manzoni, critico d’arte che era stato allievo di Liverani alle scuole medie di Lugo.

In seconda battuta ci si sposterà nel vicino Stradone per visitare un incantevole giardino privato incastonato nel terrapieno sopra le mura manfrediane, ai piedi della grande chiesa di Santa Maria Vecchia e del relativo campanile. Lecci e pini, una sequoia e diversi aceri campestri ombreggiano il prato e le aiuole dove crescono gelsomini e pervinche, gerani e glicini. Il giardino si prolunga in quella che anticamente era una strada in terra battuta sopramura e che arrivava dietro la chiesa di San Rocco. Tale strada fu soppressa nei primi anni Cinquanta e venduta “a lotti” dal Comune ai rispettivi frontisti. Dopo un periodo di abbandono i proprietari (alla cui squisita disponibilità si deve la possibilità di questa visita) hanno recuperato il loro tratto, ricavando un magnifico pergolato di rose da quello che era un incolto di rovi e vitalbe. Si può così tornare ad ammirare anche uno scorcio di una vecchia Faenza che credevamo scomparsa.
Sabato 04 giugno
Visita guidata al Cimitero Storico Monumentale di Faenza
  • Ritrovo
    ingresso Ciimitero in Viale Marconi

  • 48018 Faenza RA
  • ore 15.30
in collaborazione con il Comune di Faenza; iniziativa promossa in adesione alla settimana Europea dei Cimiteri Storico-Monumentali, organizzata da A.S.C.E.

Partecipazione gratuita.
Domenica 22 maggio
L’ OASI DELLE CICOGNE e di tanti altri animali.
  • Ritrovo
    Via Convertite 7

  • Faenza
  • ore 10
Nel periodo della schiusa delle uova.
(per chi desidera, possibilità di pranzo al sacco sul posto).

offerta libera al centro Oasi delle Cicogne– Centro didattico C.Gulmanelli.

Faenza è città d’arte e…un’oasi per le cicogne. Pro Loco Faenza in collaborazione con l’Associazione “Amici delle Cicogne” propone domenica 22 maggio una visita guidata per scoprire la storia e momenti di vita di questi volatili che spesso vediamo nel cielo della nostra città.
La cicogna, protagonista da sempre di fiabe e leggende, compie ogni anno un viaggio tra il luogo di riproduzione e quello di svernamento. Durante la stagione riproduttiva (marzo-maggio), cerca zone soleggiate con strutture adeguate (alti alberi, tralicci, cornicioni, camini e tetti) su cui costruire i nidi dove la coppia (fedele a volte per tutta la vita) potrà accudire le uova, attendere la schiusa, la nascita dei pulli (i piccoli di cicogna) che accudiranno e nutriranno finché non diventeranno indipendenti. Il loro viaggio riprenderà poi a fine estate.
A Faenza, la storia delle Cicogne comincia negli anni ’50 dal progetto voluto ed iniziato dal Cavaliere del Lavoro Roberto Bucci che mirava a creare un primo nucleo di cicogne indipendenti che avrebbe attirato altre cicogne di passaggio. L’intensa attività svolta per anni “sul campo” dal faentino Carlo Gulmanelli ha poi consentito l’attuazione del progetto oggi proseguito dall’Associazione.
I volontari con passione, tempo, competenza ed energia operano quotidianamente per mantenere l’oasi un luogo ideale di vita per gli esemplari divenuti “residenti” e per accogliere le cicogne selvatiche migratorie attraverso la manutenzione delle piattaforme nido, la messa a disposizione di nutrimento e la cura degli esemplari in difficoltà.
Il Presidente dell’Associazione Sergio Montanari e gli altri Volontari ci accompagneranno in questo viaggio che porterà il nostro sguardo verso il cielo per ammirare il volo delle cicogne impegnate nella cura dei 6 nidi ad oggi attivi all’interno dei quali, in queste settimane, si stanno schiudendo le uova.
Sabato 14 maggio
IN BICI ALLA SILETTA.
  • Ritrovo
    Pro Loco, Voltone Molinella 2, IN BICI

  • 48018 Faenza RA
  • ore 14,30 *
Una villa e un oratorio di fine ‘700 nella campagna verso San Biagio.

* € 5 / € 3 soci Pro Loco

Sarà in bici e avrà per mèta una tra le più belle ville della campagna faentina la prossima visita guidata della Pro Loco, sabato 14 maggio (ritrovo alle 14.30 sotto il Voltone Molinella). Si tratta della Villa Siletta, in via Banaffa, parrocchia di San Biagio. La visita è possibile per la gentilissima disponibilità dei proprietari che rendono accessibile villa, giardino e il magnifico oratorio, tutto risalente a fine ’700.

L’edificio venne costruito nel 1790 da Gioacchino Tomba (soprannominato appunto e’ Silet), architetto figlio di quel Pietro Tomba senior che aveva dato origine ad una vera e propria dinastia di costruttori protrattasi per tre generazioni fino a Pietro Tomba junior che caratterizzerà tutto il primo Ottocento faentino e che qui, sedicenne, probabilmente ha dato un contributo progettuale nelle geniali soluzioni architettoniche dell’interno dell’oratorio stesso.

Gioacchino si era fatto strada come costruttore, aveva raggiunto anche soddisfacenti gratificazioni economiche e desiderava una residenza di campagna che rappresentasse bene il nuovo stato sociale raggiunto. Per questo concepì una notevole monumentalità nella villa, ad esempio con il disinvolto uso di colonne ed archi, e nel limitrofo oratorio che, sia pur nelle piccole dimensioni, si presenta elegantissimo. In quest’ultimo l’architetto reimpiegò anche un raffinato bassorilievo marmoreo del primo Cinquecento, acquistato da qualche antiquario oppure prelevato da uno dei numerosi cantieri di chiese da lui seguiti. L’opera non è datata né firmata ma è stata analizzata da diversi studiosi che ne hanno sempre sottolineato l’elevata qualità, attribuendola ad un maestro di primo piano di area probabilmente veneta; le ultime ipotesi indirizzano verso Tullio Lombardo, notevolissimo scultore veneziano ma attivo in Romagna per diverse opere fra cui basta citare il “Guidarello” della Pinacoteca di Ravenna del 1525.

L’oratorio presenta, oltre al pregio architettonico naturalmente, anche un’altra notevole opera, cioè la tela con la Nascita della Vergine, anch’essa non firmata ma recentemente attribuita da Anna Tambini al faentino Pasquale Tomba, peraltro parente di Gioacchino.
Sabato 07 maggio
LA COLLEZIONE FERNIANI.
  • Ritrovo
    parcheggio della Villa in via Firenze (MEZZI PROPRI)

  • ore 14.30 *visita alla collezione e ore 15.30 passeggiata guidata
Ceramiche dal ‘600 all’800 nell’omonima villa. Poi salita nel bosco-parco fino a Villa Orestina.

In occasione di “Musica nelle aie”


* € 10 / € 7 soci Pro Loco, visita alla collezione+passeggiata
Per chi volesse effettuare SOLO la passeggiata guidata:
ritrovo IN BICI alla Pro Loco ore 15
* € 5 /€ 3 soci Pro Loco, passeggiata

Ottava visita guidata di primavera per la Pro Loco Faenza. Si terrà sabato 7 maggio, nell’ambito e in occasione di “Musica nelle Aie” e avrà per meta prima la collezione di ceramiche Ferniani alla villa omonima, poi la passeggiata nel relativo parco e infine la salita alla Villa Orestina, su via Castel Raniero.

Di origini quattrocentesche su un presumibile, preesistente insediamento romano lungo la via per Firenze fra Faenza ed Errano, la Villa Ferniani, altrimenti detta “Le Case Grandi”, raggiunse l’attuale conformazione verso la fine del ‘700 per opera dei conti Ferniani che, come recita la lapide in facciata, avevano acquistato l’immobile nel 1635.

Al di là dell’architettura, comunque pregevole, il principale motivo di interesse è dato dalla prestigiosa raccolta di ceramiche della manifattura che i conti Ferniani avviarono a fine ‘600 e condussero con grande successo fino al termine dell’800. Si tratta di maioliche, terraglie, porcellane e terracotte invetriate che vanno dal barocco fino all’eclettismo e alla moda neo-robbiana degli ultimi decenni del XIX secolo.

Come noto, la villa si trova al centro di un grande parco che nel XIX secolo fu adeguato alla moda romantica del tempo e che annovera querce, lecci, cipressi, tigli, cedri, sequoie. Gli immediati dintorni dell’edificio furono dotati di servizi – scuderie, legnaie, magazzini, limonaie, ghiacciaie, il tutto sormontato da un parterre per prendere il fresco in estate – realizzati “alla rustica”, cioè con ciottoli di fiume e giustapponendo pezzature diverse fra loro, su modelli delle antiche ville rinascimentali medicee.

Un sentiero tuttora percorribile si arrampica nel bosco sulla collina per raggiungere la via Castel Raniero. La passeggiata terminerà quindi a Villa Orestina, ricostruita nel secondo dopoguerra dopo i danni del passaggio del fronte ripristinando l’aspetto dell’originale risalente a metà ’800. Anche il parco venne allora ripiantato dal proprietario Dino Bubani, conservando però quel poco rimasto del vecchio spazio verde: una quercia, qualche cipresso ed un vecchio esemplare di Phillirea latifolia sul laghetto che a sua volta veniva alimentato ingegnosamente derivando l’acqua dal vicinissimo fosso. Con un percorso leggermente diverso si tornerà infine a Villa Ferniani per riprendere le auto.
Sabato 30 aprile
TRA OLIVI, VITI, CALANCHI E ORCHIDEE.
  • Ritrovo
    parcheggio centro comm.le Cappuccini, Via Canalgrande (MEZZI PROPRI)

  • ore 15 *
Una scampagnata sulle colline di Brisighella.

* € 5 / € 3 soci Pro Loco

Si tratta ei un'insolita passeggiata collinare nell'ambito delle visite guidate di primavera.
In auto si raggiungerà Brisighella e si parcheggerà quasi in cima alla salita del Monticino, proprio sopra l'omonima ex cava divenuta recentemente Parco-Museo Geologico all'Aperto.
Da lì si prenderà, in direzione nord (verso Faenza quindi), una carraia campestre che presto diventa sentiero su panoramica cresta calanchiva punteggiata di ginestre e tamerici. Oltrepassato un tradizionale “capanno” ottocentesco nato come ricovero-attrezzi, si raggiungerà una casa recentemente restaurata dove il proprietario cura vigneto, oliveto, orto e giardino: nell'oliveto e nel vigneto sfalcia l'erba in maniera selezionata preservando tutte le orchidee selvatiche che adesso sono in fiore.
Naturalmente sarà anche l'occasione per godere del paesaggio brisighellese nell'inedito mondo delle argille plioceniche ribattezzate da Leonardo «azzurrigno terren di mare», sempre con la Vena del Gesso, in lontananza, sullo sfondo.

La camminata richiede circa 40 minuti fra andata e ritorno. Si consiglia abbigliamento comodo e in modo particolare scarponcini o pedule.
Sabato 23 aprile
IN BICI A MERLASCHIO.
  • Ritrovo
    Pro Loco, Voltone Molinella 2, IN BICI

  • 48018 Faenza RA
  • ore 14,30 *
Una chiesa del ‘700 e gli ultimi residui delle paludi di pianura, con i ranuncoli in fiore.

* € 5 / € 3 soci Pro Loco

Una scampagnata che ha per mèta la settecentesca chiesa di Merlaschio e i vicini “prati”. Questi ultimi costituiscono un caso pressoché unico in Romagna di terreni mai dissodati e adibiti piuttosto a “larghe” per scopi venatori. Per attirare ulteriormente gli uccelli c’era la storica presenza d’acqua, in parte naturale, di falda, e in parte raccolta artificialmente dai fossi limitrofi. La siccità degli ultimi anni ha penalizzato anche questa tipologia di paesaggio, che resta comunque riconoscibile.

La gita della Pro Loco sfrutterà la comoda pista ciclabile che fiancheggia il Naviglio in direzione Granarolo fino all’incrocio subito prima del ponte dell’autostrada dove si volterà a destra per le tranquille stradine che conducono a Mezzeno e poi a Merlaschio. Qui si vedrà la chiesa, di antiche origini ma ricostruita da Gianbattista Campidori nella seconda metà del ‘700. Oltre al pregio architettonico, la chiesa conserva la pala di Teodoro Vernocchi che raffigura la Natività della Vergine: la tela originale fu rubata una trentina d’anni fa e mai più ritrovata; quella attuale è una copia realizzata a mano, identica all’originale e inserita nella preziosa cornice marmorea che per fortuna non venne anch’essa trafugata.

Infine, per carraie campestri, si raggiungeranno i vicini prati. Non siamo in stagione venatoria e quindi sarà possibile visitare il luogo in tutta tranquillità, fra ranuncoli in fiore e voli di rondini.
Sabato 09 aprile
“MADDALENA. Il mistero e l’immagine”
  • Ritrovo
    Forlì, Musei di San Domenico (MEZZI PROPRI)

  • tutno 1^: ore 15.30 - turno 2^: ore 17.30
Mostra ai Musei di San Domenico a Forlì.

Posti limitati; quota di partecipazione da versare al momento della prenotazione OBBLIGATORIA: € 18,00 - Soci Pro Loco € 12,00 (La quota comprende il prezzo del biglietto, i diritti di prenotazione, la visita guidata).
Sabato 02 aprile
TUTTO SUL “VITTORIA”.
  • Ritrovo
    Pro Loco, Voltone Molinella 2

  • 48018 Faenza RA
  • ore 15,00 *
Le collezioni interne del maggior albergo faentino … e tanto altro.

* € 5 / € 3 soci Pro Loco

. Il “Vittoria” come tale aprì nel 1897, ma in precedenza l’edificio aveva ospitato l’Albergo “Canon d’Oro” (da cui il nome tuttora in uso nel vicoletto retrostante) fin dal 1865 e il “Firenze” fin dal 1887.
Il nome “Vittoria” gli venne assegnato per l’esito della Guerra d’Africa, in realtà una disfatta per l’Italia – basta citare Adua – ma fatta passare per vittoriosa in seguito agli accordi commerciali che ci fecero avere l’Eritrea. Nel 1905 l’ingegnere brisighellese Vincenzo Ferniani progettò una nuova facciata, sfrenatamente liberty secondo la moda dell’epoca; la versione definitiva (quella tuttora visibile) venne realizzata in maniera più sobria al fine di attutire il contrasto con il severo neoclassicismo dei palazzi circostanti. L’evento più noto avvenne nel 1909 quando il giovanissimo (21 anni) affrescatore Giovanni Guerrini venne incaricato di decorare il soffitto delle prime tre stanze al pian terreno. Guerrini era aggiornato sulle novità klimtiane e della Secessione Viennese in generale e aveva certamente avuto rapporti con Galileo Chini, venuto a Faenza per l’Esposizione Torricelliana del 1908. Si ipotizza anzi che Chini, già intriso di suggestioni orientaleggianti, avesse dato a Guerrini i cartoni con gli uccelli esotici da cui ricavare i meravigliosi disegni che compongono il soffitto. Lo stesso Guerrini dipinse anche i paesaggi – con i tre colli di Brisighella e il Cervino – di una stanza al piano superiore; altre due stanze degli ex palazzi Severoli e Cantoni, accorpati per la realizzazione dell’albergo, erano state decorate da Felice Giani e bottega nel primo Ottocento. In queste stanze “storiche” soggiornarono Gabriele d’Annunzio, Giosuè Carducci e il critico d’arte Ernst Gombrich.
La visita Pro Loco consentirà di vedere i lavori guerriniani al pian terreno, le tre stanze al piano se possibile, poi certamente le collezioni di ceramica allestite in varie sale: si tratta di pezzi di Castelli d’Abruzzo dagli anni Venti ai Cinquanta raccolti da Potito Randi, padre dell’attuale proprietario che ha ulteriormente arricchito le collezioni inserendo sculture di Carlo Zauli, Guerrino Tramonti, Leandro Lega. Una spettacolare “cascata” con ciotole, brocche, piatti di ceramisti faentini contemporanei è stata inoltre allestita nella tromba delle scale. Un soffitto anni Sessanta dell’architetto Filippo Monti completerà la visita.
Sabato 26 marzo
LA PINACOTECA DI FAENZA.
  • Ritrovo
    Via Santa Maria dell'Angelo 9

  • 48018 Faenza RA
  • ore 15,00 *
L'Iintero Medio Evo, in pittura e scultura.

* € 8 / € 6 soci Pro Loco (incluso biglietto d'ingresso)

La Pinacoteca Comunale, il più antico museo della città, ha la sua sede nei locali dell’ex collegio dei Gesuiti. Comprende, oltre alla primitiva collezione di stampe, disegni, gessi e dipinti di Giuseppe Zauli, fondatore della Scuola di Disegno, il patrimonio artistico confiscato alle chiese e alle confraternite nel periodo napoleonico e postunitario, cui si aggiunsero negli anni moltissime opere d’arte di proprietà delle Opere Pie e di Banche, e donazioni talora molto importanti di privati, insieme ad acquisti presso antiquari, mirati ad arricchire la collezione e a impedirne la dispersione e la vendita all’estero.
Recentemente è stato allestito il nuovo percorso espositivo (inaugurato l’11 dicembre 2021), che segue un criterio cronologico e arriva al Novecento e al cenacolo baccariniano. Le opere esposte sono lo specchio fedele della storia “di una città che è stata capitale artistica, che ha dialogato con altre capitali”.
Da qui la scelta di prendere in esame i vari momenti per rendere più chiari i passaggi culturali sottesi alle opere d’arte.
Sabato 19 marzo
IL COLLEGIO EMILIANI DI FOGNANO.
  • Ritrovo
    Fognano, Via Emiliani 54 (MEZZI PROPRI)

  • ore 14.30*
Un capolavoro di Pietro Tomba e di artisti faentini dell’Ottocento.

Visita riservata ai Soci Pro Loco

Il grande collegio “Emiliani” di Fognano, oltre alle dimensioni possiede pregi architettonici, storici e artistici.
L’edificio occupa da solo quasi la metà del centro storico di Fognano e risulta essere il più grande, nel suo genere, per l’intera Italia. Fu costruito fra il 1822 e il 1840 su progetto dell’architetto faentino Pietro Tomba, che si avvalse di diversi artisti sempre di Faenza, ad esempio i Ballanti-Graziani per gli stucchi e le numerose statue in scagliola. Il collegio entrò in funzione ancor prima della fine dei lavori e svolse soprattutto compiti scolastici ed educativi che furono all’avanguardia: esclusivamente femminile, introdusse materie fino ad allora sconosciute come lingue straniere, scienze naturali, danza, teatro.
Gestito oggi come allora dalle suore domenicane, conserva importanti dipinti dell’Ottocento ma anche del precedente monastero cinquecentesco, ceramiche di Pietro Melandri, un antico crocefisso ligneo a grandezza naturale, il coro sopraelevato un tempo riservato alle monache, due refettori e due magnifici chiostri.
Naturalmente, fulcro dell’enorme edificio è la chiesa, ove Pietro Tomba risolse il problema dell’illuminazione facendo “piovere” dall’alto la luce, con finestre a lunetta che si aprono sopra il livello dei tetti circostanti.
Si visiterà anche la vasta parte verde, che oltre ad orti e frutteti conserva l’originario “monticello” alberato a cedri, cipressi e arbusti sempreverdi.
Sabato 19 marzo
LE VISITE GUIDATE DELLA PRO LOCO - AVVIO DEL CALENDARIO DI PRIMAVERA
  • Ritrovo
    Pro Loco, Voltone Molinella 2

  • 48018 Faenza RA
  • dal 19 maggio 2022
Partiranno sabato 19 marzo le visite guidate di primavera della Pro Loco Faenza.
Il primo appuntamento, dedicato ai soli soci della nostra Associazione, è il grande collegio “Emiliani” di Fognano, che oltre alle dimensioni possiede pregi architettonici, storici e artistici.
Le visite, generalmente di sabato pomeriggio riguarderanno Faenza e il territorio circostante, dalla Pinacoteca Comunale con visita tematica sul Medio Evo fino ai giardini dei giovedì di giugno. Segnaliamo in particolar modo le due uscite in bici fuori porta: a Merlaschio, per la chiesa settecentesca e i vicini stagni con i ranuncoli in fiore, a Villa Siletta di San Biagio, con il parco ed uno spettacolare oratorio di Gioacchino Tomba. Saranno riproposte Villa Ferniani (parco e collezione di ceramiche) albergo Vittoria (dove vedremo anche le collezioni d’arte, in particolare due raccolte di ceramiche dagli anni Venti fino ai Cinquanta assieme a dipinti, sculture e oggetti d’arredo). Non potrà mancare la visita alla mostra su Maria Maddalena al Museo San Domenico di Forlì e una domenica mattina all'insegna dell'Oasi delle cicogne di Faenza. Una novità: una passeggiata sui calanchi di Brisighella avente per mèta una casa con oliveto e prato.
Vi aspettiamo!
Domenica 30 gennaio
ALLA SCOPERTA DEI LUOGHI-SIMBOLO DELLA PERSECUZIONE ANTI-EBRAICA
  • Ritrovo
    Pro Loco, Voltone Molinella 2

  • 48018 Faenza RA
  • ore 10,00 *
Nell’ambito delle celebrazioni del “Giorno della Memoria”

Si inizierà con il mirabile piatto in ceramica, recante numerosi simboli biblici, realizzato nel 1938 da Werner Jacobson, ebreo tedesco 22enne venuto apposta a Faenza per studiare alla Regia Scuola di Ceramica: quella che vediamo oggi è una fedele copia realizzata dal professor Rino Casadio e prestata nell’occasione alla Pro Loco.

Poi ci si sposterà al Museo Argylls Romagna Group, in via Castellani 25 che ha un apposito settore dedicato alla Soah, con reperti e apparati illustrativi.
Passando per luoghi evocativi del centro (l’ex casa del notaio Sciuto che nascose l’intera famiglia De Benedetti) si arriverà al Monastero delle Clarisse, in via della Croce, ove si visiterà la saletta-museo con gli effetti personali di Amalia Fleischer conservati fino ad oggi dalle suore. La Fleischer si era rifugiata proprio in questo monastero, ove insegnava lingue, e qui venne arrestata.

Penultima tappa al Tempietto della Memoria, sul lungofiume Amalia Fleischer e al vicino ponte costruito a tempo di record dalla Brigata Ebraica nei primi mesi del 1945.

E’ richiesto un contributo di 3 euro destinato a fini culturali.
Ritrovo alle ore 15, Pro Loco, Voltone Molinella
Prenotazione obbligatoria, posti limitati, green pass rafforzato, uso della mascherina.
Sabato 22 gennaio
ALLA SCOPERTA DEI LUOGHI-SIMBOLO DELLA PERSECUZIONE ANTI-EBRAICA
  • Ritrovo
    Pro Loco, Voltone Molinella 2,

  • 48018 Faenza RA
  • ore 15,00 *
Nell’ambito delle celebrazioni del “Giorno della Memoria”

Si inizierà con il mirabile piatto in ceramica, recante numerosi simboli biblici, realizzato nel 1938 da Werner Jacobson, ebreo tedesco 22enne venuto apposta a Faenza per studiare alla Regia Scuola di Ceramica: quella che vediamo oggi è una fedele copia realizzata dal professor Rino Casadio e prestata nell’occasione alla Pro Loco.

Poi ci si sposterà al Museo Argylls Romagna Group, in via Castellani 25 che ha un apposito settore dedicato alla Soah, con reperti e apparati illustrativi.
Passando per luoghi evocativi del centro (l’ex casa del notaio Sciuto che nascose l’intera famiglia De Benedetti) si arriverà al Monastero delle Clarisse, in via della Croce, ove si visiterà la saletta-museo con gli effetti personali di Amalia Fleischer conservati fino ad oggi dalle suore. La Fleischer si era rifugiata proprio in questo monastero, ove insegnava lingue, e qui venne arrestata.

Penultima tappa al Tempietto della Memoria, sul lungofiume Amalia Fleischer e al vicino ponte costruito a tempo di record dalla Brigata Ebraica nei primi mesi del 1945.

E’ richiesto un contributo di 3 euro destinato a fini culturali.
Ritrovo alle ore 15, Pro Loco, Voltone Molinella
Prenotazione obbligatoria, posti limitati, green pass rafforzato, uso della mascherina.
Giovedì 06 gennaio
VISITA GUIDATA AL RINNOVATO PERCORSO ESPOSITIVO DELLA PINACOTECA COMUNALE DI FAENZA
  • Ritrovo
    Via Santa Maria dell'Angelo 9

  • 48018 Faenza RA
  • ore 15.30
Dal Medio Evo del "Maestro dei Crocefissi Blu" fino al Novecento di Domenico Baccarini passando per Donatello, Biagio d'Antonio, Benedetto da Maiano, i Bertucci, ...

contributo visita g. € 3
Ingresso: € 3 / gratuito per i residenti nel comune di Faenza
Prenotazioni obbligatorie e posti limitati.
Info e prenotazioni: Pro Loco Faenza tel. 0546 25231 - info@prolocofaenza.it
Domenica 26 dicembre 2021
VISITA GUIDATA AL RINNOVATO PERCORSO ESPOSITIVO DELLA PINACOTECA COMUNALE DI FAENZA
  • Ritrovo
    Via Santa Maria dell'Angelo 9

  • 48018 Faenza RA
  • ore 10
Dal Medio Evo del "Maestro dei Crocefissi Blu" fino al Novecento di Domenico Baccarini passando per Donatello, Biagio d'Antonio, Benedetto da Maiano, i Bertucci, ...

contributo visita g. € 3
Ingresso: € 3 / gratuito per i residenti nel comune di Faenza
Prenotazioni obbligatorie e posti limitati.
Info e prenotazioni: Pro Loco Faenza tel. 0546 25231 - info@prolocofaenza.it
Sabato 18 dicembre 2021
"NON SOLO ALBERI DI NATALE"
  • Ritrovo
    Attenzione: Ritrovo in Via Marconi - parcheggio dell’Osservanza

  • 48018 Faenza RA
  • ore 15.00*
Giardini, segreti nel centro di Faenza
Nell'ambito dei "Giardini di Natale 2021"

* € 3

Ultima visita guidata della Pro Loco Faenza, sabato prossimo 18 dicembre alle 15, per il ciclo d’autunno 2021. Aderendo alla manifestazione “Giardini di Natale” dell’omonimo Servizio del Comune, che sabato scorso ha inaugurato ben ventiquattro “Giardini Divini” a tema dantesco, Pro Loco propone – collateralmente - visite a giardini privati o comunque inediti, tendenzialmente “nascosti”, di Faenza.

Stavolta si comincerà con la grande area verde in cui è letteralmente “annegato” il complesso residenziale “Santa Margherita”, in via Firenze fino all’angolo con via Bertoni. Si tratta di un’urbanizzazione molto significativa, realizzata dal 1964 al 1978 dall’architetto Filippo Monti che ebbe dai proprietari una totale libertà di manovra.
Monti concepì una sorta di isolato in cui dieci edifici per 22 unità abitative si dislocavano nel verde senza barriere e senza recinzioni - al massimo qualche siepe - in un dialogo fecondo con la campagna circostante (allora del tutto incontaminata e qui prevalentemente ad orti e a frutteti di caki), il vicino fiume e le colline di sfondo.
L’architetto mantenne alcuni alberi preesistenti – in particolare caki e pioppi neri – a cui affiancò soprattutto tigli, in un’affascinante composizione dove anche gli edifici sono spesso rivestiti con materiali naturali (si vedano ad esempio i marmi a fasce quasi a riecheggiare le chiese medievali toscane). Il disegno di Monti consente ancora oggi di effettuare una bella passeggiata interna a questo complesso, muovendosi tra “giardini in comune” senza soluzione di continuità tra di loro.

Si passerà poi ad un vicino giardino privato, del 1995, molto caratteristico per la sua “acquaticità”: è infatti caratterizzato da una vasca centrale dove piante (ninfee, carici, code di cavallo, ecc.) e animali (pesci rossi e gambusie cui si uniscono spontaneamente anche rane provenienti dal vicino fiume) convivono.
Attorno c’è una piacevolissima cornice di arbusti, soprattutto Cotoneaster, con ciclamini, rose ancora fiorite, pini mughi e ginepri, intercalati a ciottoloni di arenaria.
Entrambe le visite sono possibili per la cortesissima disponibilità dei proprietari che qui si coglie l’occasione di ringraziare.
Martedì 31 dicembre 2019
PRO LOCO FAENZA 2019
    Il programma delle attività e delle visite guidate 2019
    Lunedì 31 dicembre 2018
    PRO LOCO FAENZA 2018
      Il programma delle attività e delle visite guidate 2018
      Domenica 31 dicembre 2017
      PRO LOCO FAENZA 2017
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