
Ritrovo: : mezzi propri,
ore 15 Via di Oriolo 19, Parco Torre di Oriolo – zona ingresso stand
*€ 5/€ 3 soci Pro Loco
Iniziando dal paesaggio, la celebre località è caratterizzata da boschetti alternati a campi e frutteti con siepi e macchie di colore: il giallo degli aceri campestri, l’arancione del nespolo e dei peschi, il rosso della sanguinella e il viola screziato delle viti che si mescola al grigiazzurro degli olivi.
La visita partirà dalla Torre, apprezzabilissima per ragioni architettoniche nonché storico-artistiche, ma anche, perchè no, panoramiche per via della veduta a 360 gradi che si gode dal terrazzo sommitale.
L’edificio costituisce un esempio, pressoché unico nel suo genere, di architettura militare quattrocentesca, adattata all’avvento delle armi da fuoco e concepita secondo criteri direzionali, per cui i lati più esposti a probabili attacchi sono costituiti da puntoni: in pianta l’edificio è un esagono, ricavato da un quadrato con due triangoli (i puntoni appunto); il progetto è sempre stato attribuito a Giuliano Da Maiano, architetto fiorentino operante a Faenza nella seconda metà del ‘400 nel quadro dell’alleanza politico-culturale tra Medici e Manfredi, autore del Duomo di Faenza e della vicina Rocca di Montepoggiolo, sopra Forlì.
Nel parco circostante si vedranno soprattutto i pini (tre dei quali ultracentenari), querce, un pero volpino di fine ’800 e il settore “mediterraneo” sul lato sud, costituito da rosmarino e melograno (ora a foglie gialle).
Dopodiché si passerà alla chiesa, di origini medievali anche se in parte rifatta dopo le distruzioni dell’ultima guerra. Essa conserva al suo interno un’interessante croce viaria in pietra (“spungone”) che indicava quasi certamente un hospitale per pellegrini e poi due quadri seicenteschi di interesse artistico e iconografico (quello sull’altare maggiore presenta sullo sfondo una veduta con la Torre).
Infine si farà la facile passeggiata (1 ora circa) su brevi tratti della “via dell’Amore” e del “cammino di Dante”, accompagnati dalle poesie di Nino Tini appese ai vecchi tronchi, dal vigneto più antico di tutta Oriolo (oltre 60 anni) e con sosta per vedere tre esemplari monumentali di roverelle (la quercia tipica della nostra collina).
Info:
Le prenotazioni sono obbligatorie e si accettano dal sabato della settimana precedente ogni visita.
TUTTE LE VISITE IN PROGRAMMA PREVEDONO POSTI LIMITATI.
Le visite sono condotte da Guide turistiche abilitate ed autorizzate dalla Regione Emilia-Romagna L’organizzazione declina ogni responsabilità su eventuali infortuni o danni ai partecipanti.